BARI – Un ospedale a misura di bambino, per alleviare il dolore della malattia ai pazienti e alle famiglie:  questo lo scopo del codice etico firmato questa mattina da Comune, Policlinico e dalle associazioni che fanno capo alla rete In.con.tra.re.  (INtegrazione – CONnessione – TRAsparenza – RElazione).

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Cinema, scuole, biblioteche interattive e i programmi ludico-formativi curati dalle associazioni di volontari sono le principali attività che saranno promosse per garantire una migliore assistenza ai giovani pazienti.

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Tra queste spicca il progetto “Ospedalè” che garantisce il diritto al gioco per i bambini ricoverati. Per i piccoli pazienti in attesa di essere visitati e operati sono previste letture animate, giochi e intrattenimento teatrale. Ogni anno il servizio conta più di tremila presenze di bambini e ragazzi da zero a diciotto anni e un coinvolgimento complessivo, considerando anche gli adulti, di circa ottomila persone.

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“Bisogna considerare il morale e la psiche del paziente, non solo la malattia fisica – spiega Vitangelo Dattoli, direttore generale del Policlinico – altrimenti torneremmo indietro di almeno quarant’anni. Anche per questo è importante ricordare, oltre alle varie attività che saranno tutelate dal codice etico, che la Regione ha stabilizzato l’osservatorio Giada, il Gruppo Interdisciplinare Assistenza Donne e bambini Abusati. Un tema sempre più importante, stando anche a quel che dice la cronaca quotidiana.”

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“Non basta volerlo fare, bisogna avere le competenze giuste per fare accudire i piccoli pazienti – sottolinea Maria Grazia Foschino, coordinatrice della rete di associazioni – per questo motivo il codice rappresenta anche una garanzia di qualità delle attività attraverso le quali si potrà restituire integrità, istruzione e identità culturale ai bambini ospedalizzati.”

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Attività, però, che non rimarranno chiuse nel perimetro del Policlinico, promette l’assessore al Welfare, Francesca Bottalico: “Dal maggio dell’infanzia alla programmazione estiva, l’obiettivo è quello di abbattere le barriere che separano i bambini ospedalizzati dal resto della città – commenta – . Bisogna creare connessione fra i luoghi e permettere a tutti i bambini baresi di godere delle attività delle associazioni della rete In.con.tra.re. Le istituzioni credono molto in questo progetto, per questo abbiamo deciso di investire altri 80mila euro tramite bando pubblico, nonostante i tagli del Ministero”.

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La rete di associazioni coordinata da Maria Grazia Foschino e Maria Giustina D’Amelio, riunisce dal 2014 le scuole ospedaliere di Bari “Monte San Michele” e “San Filippo Neri”, oltre alle associazioni di volontariato operanti nell’ospedale pediatrico “Giovanni XXIII” e nel reparto di Oncoematologia pediatrica del Policlinico.

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