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Quando si parla di tecnologia e innovazione si pensa subito all’America, con le sue grandi aziende a ridosso della Silicon Valley. Eppure alle volte per trovare innovazione basta semplicemente guardarsi attorno. È quello che accade a Bari, dove aziende fondate da ragazzi inventano nuove tecnologie che vengono esportate all’estero, facendo conoscere il talento made in Puglia in tutto il mondo. Ne è un esempio Roboze, impresa che in soli due anni di vita ha saputo rivoluzionare con il proprio prodotto il mondo delle stampanti 3d. Una realtà giovane, dove più della metà dei lavoratori sono ragazzi e ragazze under 30.\r\n\r\nRoboze one\r\n\r\nIl progetto di una stampante ad alta precisione vede la luce nel 2015, ideata per le piccole e medie imprese che non possono permettersi le stampanti 3d professionali (che superano anche i 20mila euro) e non vogliono accontentarsi di modelli creati per il pubblico privato. Ad aprile l’azienda ha lanciato anche un nuovo modello, la Roboze one +400, che promette di stampare 12 materiali diversi, con una tecnologia che è una loro esclusiva.\r\n\r\n

\r\n\r\nBari polo tecnologico della stampa 3d\r\n\r\nCon un team quasi del tutto pugliese, Roboze esporta le sue macchine in tutta Europa, ma non dimentica le sue radici, come ci racconta Alessio. “Nonostante le enormi difficoltà che troviamo nel rimanere a Bari, non sposteremo la sede. In un anno abbiamo ospitato decine di partner internazionali che non avrebbero mai visitato Bari altrimenti. Col tempo renderemo la città il polo tecnologico italiano della stampa 3d”.\r\n\r\nIn tutto il mondo le stampanti 3d sono sempre più richieste ed applicabili a qualsiasi settore. Sicuramente di grande fascino è il settore medicale dove si sta sperimentando la tecnologia per parti del corpo umano stampate su misura per ogni paziente. Oggi si usa la stampa 3D soprattutto per la realizzazione di modelli su cui i medici possono testare gli effetti di un intervento prima di effettuarlo sul paziente. “In Roboze – racconta Alessio – stiamo studiando un materiale che possa essere utilizzato per protesi e parti impiantabili direttamente nel corpo, con rischi di rigetto minimi per i pazienti”.\r\n\r\nLa tecnologia per aiutare i ragazzi nei quartieri difficili\r\n\r\nEppure, quando gli chiediamo qual è la sua più grande soddisfazione ottenuta grazie a Roboze, Alessio non ci racconta delle prossime fiere internazionali a cui parteciperà, né dei successi che la sua stampante sta raccogliendo all’estero. Ci parla invece di una Roboze one che è stata venduta ad una scuola media di un quartiere difficile di Bari, il San Paolo.  “Un professore ci ha chiesto se potevamo venire a raccontare ai ragazzi quello che avrebbero potuto fare con la stampante che stavano per comprare. Vedere i ragazzi travolti da questa passione, mi ha fatto capire che la tecnologia alle volte può fare ben di più di quello che sembra, può offrire una seconda possibilità, una via di fuga da una realtà difficile. È solo una questione di volontà!”


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