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BARI – E’ Un anno importante per l’accademia del Cinema Ragazzi Enziteto che ad ottobre completa dieci anni di attività. Il 29 giugno, si è tenuta l’ultima lezione teorica per i ragazzi iscritti al biennio che si concluderà nel 2017. Per salutarsi prima della pausa estiva, è stata organizzata una festa nella sede dell’Accademia a base di musica, cibo e spettacolo durante la quale abbiamo chiacchierato con Ruggiero Cristallo, che coordina le attività dei ragazzi.

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“Un’esperienza di dieci anni – spiega – ci dà motivazione: il rapporto con le istituzioni è stato molto importante perché quest’anno siamo riusciti a attirare un po’ di più la loro attenzione sul territorio e, nonostante siamo in una situazione economica un po’ incerta, speriamo di riprendere le attività interrotte negli ultimi anni per mancanza di fondi e di attirare personalità esterne all’accademia”.

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Che impatto ha l’accademia sul quartiere di San Pio e sui ragazzi?

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“Noi siamo arrivati qui dopo un fatto di cronaca molto pesante: la morte della piccola Eleonora nel 2005. Prima di allora questo posto era sconosciuto. Sono passati undici anni e si tende ad associare al quartiere l’accademia del Cinema che, nel suo piccolo, è riuscita a catalizzare delle attenzioni positive. In dieci anni abbiamo raccolto diverse storie di cambiamento. Sono passati da qui quasi tutti gli abitanti di San Pio per fare attività, per passare il tempo o perché qui trovava degli individui con cui avere una relazione diversa dal quotidiano. L’impatto col quartiere è estremamente positivo, io sono qui tutti i giorni e mi sento praticamente di San Pio”.

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Tra gli studenti dell’accademia ci sono ragazzi di tutta la provincia che si recano tre volte alla settimana a San Pio per le lezioni: “Oltre al percorso di formazione cinematografica – spiega – offriamo un percorso di cambiamento anche per chi non viene da questo posto, ma ha un’età particolare con cui abbiamo scelto di lavorare – l’adolescenza – che ha bisogno di essere stimolata in un determinato modo”.

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Per alcuni ragazzi l’accademia è stato un motivo per rimanere in Puglia?

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“L’accademia è stato il motivo per cui io sono tornato in Puglia”, dichiara Cristallo. “L’idea di usare il cinema e l’audiovisivo – spiega – per fare il ‘sociale’, anche se noi col sociale abbiamo a che fare in maniera tutta nostra, sembrava una sfida molto interessante da raccogliere”.

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Negli ultimi tempi ci sono stati altri interventi di riqualifica?

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Dal progetto di Bari Real Estate dell’associazione Pigment Workroom, al “cantiere – scuola” presentato pochi giorni fa dal Comune di Bari con il supporto di Ance, Formedil, Confindustria e sindacati. L’Accademia del Cinema Ragazzi Enziteto è stata, tuttavia, l’apripista di questa rivalutazione.

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Cosa manca, allora, a Enziteto per essere accettata dal resto della città?

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“Manca ancora molto – dice Cristallo – perché la stigmatizzazione è ancora forte, questo quartiere non è ancora conosciuto e la volontà di riscatto – che qui percepisci – non è supportata. La responsabilità è sia delle istituzioni, sia degli abitanti, che a volte reagiscono in maniera sbagliata perché sentono di essere considerati dei cittadini di serie b. Sanno di avere dei diritti ma non sanno come esercitarli.

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Manca ancora molto, però sono cambiate tante cose in questi dieci anni.

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 Chi si avvicina finalmente ha smesso di giudicare questo posto. Le persone hanno iniziato a capire la sua complessità, più che il degrado, e si sente partecipe di un processo di cambiamento”.

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“Una cosa importante, che descrive bene l’impatto che l’accademia ha avuto su San Pio – conclude Cristallo – è che ha portato Bari verso il quartiere: molti prima dell’accademia non avevano motivo per venire qui. Ha attratto l’attenzione di giovani che vengono dall’area metropolitana dando vita a un ibrido interessante, molto quotidiano, molto fisiologico. Alcune importanti storie di cambiamento dei ragazzi del quartiere sono nate da amicizie con ragazzi di altre estrazioni sociali e altre formazioni, creando dei confronti importanti che altrimenti non avrebbero avuto. La reclusione intellettuale si combatte così”.


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