Il muro contro muro a Sannicandro di Bari è già iniziato. Il Movimento cinque stelle -Sannicandro di Bari- nella persona di Pasquale Lamacchia ha deciso di presentare una mozione per chiedere la riduzione dell’assegnazione degli incarichi del Comune e in particolare l’abolizione delle cariche pubbliche di presidente e vicepresidente del consiglio, per poter reindirizzare tutte le risorse economiche disponibili nella crescita e nel finanziamento sociale della comunità. Nello scorso consiglio comunale è stato chiarito, dal portavoce pentastellato, che secondo l’art 39 comma 3 del d.lgs 267/2000 nei comuni sotto i 15000 abitanti il consiglio è presieduto dal sindaco (alias la carica del presidente del consiglio e quella del sindaco coincidono) salvo differentemente previsto dallo statuto comunale. A Sannicandro, invece, in una logica che oserei definire di perfetta spartizione delle poltrone si è deciso di eleggere un presidente del consiglio facendo di conseguenza, scattare l’attribuzione di un’indennità pari a 15000 euro per legislatura. Ci si chiede se, in un Comune in procedura di riequilibrio finanziario, sia legittimo ragionare in una simile ottica, o se sia doveroso essere consapevoli che ogni euro non speso è un euro risparmiato per tutelare le casse comunali. Infondo i ruoli del presidente di un consiglio comunale sono di rappresentanza nei confronti del consiglio comunale in cerimonie pubbliche e ufficiali, riguardano il moderare le discussioni, il disporre i lavori del consiglio, concedere la facoltà di parlare durante lo stesso, in pratica il presidente del consiglio comunale deve essere garante di un equo confronto e discussione in sede consiliare. Tutte qualità che dovrebbero essere insite in un buon sindaco, allora perché non lasciare a lui “l’arduo” compito?
A Sannicandro di Bari si continua a sperperare denaro
Pubblicato da: redazione | Mer, 22 Marzo 2023 - 09:58
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