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BARI – In Puglia risiederebbe un sospetto complice dell’attentatore di Nizza, Mohamed Lahouaiej Bouhlel, 31enne tunisino: lo ha dichiarato il ministro dell’Interno Angelino Alfano ai capigruppo di maggioranza e opposizione riuniti questa mattina a Palazzo Chigi. Su segnalazione delle autorità francesi, l’Italia sta svolgendo verifiche sull’uomo che, adesso, però, non vivrebbe più in Puglia, dopo aver trascorso diversi anni a Bari. L’attentato, rivendicato dall’Isis, ha provocato la morte di 84 persone,  tra questi dieci bambini, i feriti sono 202.\r\n\r\nBouhlel ha usato un camion frigorifero di 25 tonnellate come un micidiale strumento di morte, l’ha guidato a zig zag contro la folla distratta dai fuochi d’artificio, falciando turisti e passanti, tutti là sul lungomare per la celebrazione della presa della Bastiglia\r\n\r\nChi è l’uomo sospetto e lo sviluppo delle indagini\r\n\r\nSecondo quanto appreso da Borderline24.com la persona su cui si concentrano le indagini, condotte dalla Dda di Bari e dalla Digos, ha vissuto e lavorato per diversi anni a Bari. L’uomo è un tunisino, le sue iniziali sono C. C. e ha 37 anni e non avrebbe partecipato direttamente all’attentato di Nizza, ma avrebbe avuto più contatti con il terrorista legato all’Isis. Gli inquirenti, quindi, stanno cercando di ricostruire questi contatti per capire di che natura fossero. Le verifiche riguardano più soggetti, anche se si concentrano su una persona in particolare.\r\n\r\nLe indagini sono coordinate dalla Dda barese, pm Roberto Rossi. L’attività degli investigatori è partita grazie ad una segnalazione della magistratura francese.\r\n\r\nStando ad alcune indiscrezioni provenienti dalla Francia, l’uomo si sarebbe spostato in Francia diversi mesi fa e sarebbe stato già fermato dalla polizia domenica scorsa proprio a Nizza. Il tunisino ha lavorato per diversi anni a Bari e faceva parte della rete di contatti di Mohamed Lahouaiej Bouhlel. Le verifiche della Dda barese, però, adesso si concentrano anche su altre persone vicine al tunisino presenti ancora nel capoluogo pugliese.\r\n\r\nL’imbarazzo del capo della Dna, Franco Roberti\r\n\r\n”Non so cosa ha detto il ministro Alfano: da quello che mi è stato riferito il dato riportato dal ministro a noi non risulta, il che può essere ricondotto o a una informazione non esatta che ha ricevuto il ministro, oppure a un difetto di circolazione delle informazioni all’interno delle istituzioni, e questo sarebbe grave perché sarebbe opportuno che certe notizie prima di essere divulgate venissero fatte circolare all’interno del circuito istituzionale, perché la Procura nazionale antimafia abbia la possibilità di dare un apporto conoscitivo importante su ciascun dato di cui viene a conoscenza. E prima ne viene a conoscenze meglio è”. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Franco Roberti, commentando la notizia di un presunto complice dell’attentatore di Nizza residente in Puglia. DUe fonti qualificate diverse, però, hanno confermato a Borderline24.com che la notizia data dal ministro Alfano è vera.


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