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E’ stata un’amara sorpresa quella ricevuta oggi dai docenti pugliesi di scuola primaria, nel giorno in cui sono state pubblicate dal ministero dell’Istruzione le tabelle dei trasferimenti. La metà dei neoassunti con le graduatorie ad esaurimento, ovvero 1273 su 2486, dovrà lasciare la Puglia per lavorare.\r\n\r\nNumeri impietosi per i trasferimenti, che si attestano tra il 40 e il 50 per cento del totale anche nelle singole province. Degli 846 docenti baresi, infatti, solo 507 restano in Puglia, nel brindisino 111 su 256, nel foggiano 218 su 518, nel leccese 257 su 553, mentre a Taranto sono 180 su 311 gli insegnanti che avranno il “lusso” di poter lavorare dove risiedono.\r\n\r\nGli istituti a cui saranno destinati? Per lo più nelle regioni del nord Italia: Emilia Romagna (273), Veneto (250) e Lombardia (296). I più fortunati dovranno invece trasferirsi nel Lazio, meta per poco più di 100 docenti, e nelle Marche, dove sono stati destinati in meno di 100. “Questo trasferimento – spiega il segretario di Cisl scuola Puglia Roberto Calienno – sa di deportazione e non tiene conto della vita di tanti onesti cittadini lavoratori. Centinaia di famiglie che si vedono costrette a cercare casa altrove e che devono fare i conti con un aggravio economico di non poco conto”. Fenomeno a cui si aggiunge poi una vera guerra tra poveri. “Molti posti negli istituti della provincia di Brindisi – spiega – sono stati occupati dai docenti di Lecce, a Taranto invece sono arrivati molti docenti provenienti dalla Calabria”.\r\n\r\nI problemi per gli insegnanti pugliesi, però, non finiscono qui. Terminati i trasferimenti, ora parte la seconda fase delle assegnazioni, come indicato dalla legge sulla “Buona scuola”: la “chiamata diretta”. Nei prossimi giorni i dirigenti scolastici potranno pubblicare un bando attraverso il quale scegliere i docenti da assumere nella propria scuola, attingendo dal bacino di 912 insegnanti in tutta la regione. Nello specifico verranno selezionati 435 da Bari, 69 da Brindisi, 154 da Foggia, 55 da Lecce e 199 da Taranto. A questi si aggiungono i posti per gli insegnanti di sostegno, 190 in tutto, così suddivisi: 53 su Bari, 33 su Brindisi, 43 su Foggia, 29 su Lecce e 32 su Taranto.\r\n\r\n”Non erano queste – spiega Calienno – le promesse fatte agli onesti e competenti insegnanti. La politica nazionale e regionale non può e non deve ignorare le istanze di tanti onesti lavoratori. Riteniamo inoltre che anche l’amministrazione debba farsi carico del problema. In un Paese moderno l’amministrazione ha il dovere di tutelare i propri lavoratori che prima di essere tali sono onesti cittadini. Occorre ora individuare tutte le strategie per garantire un doveroso avvicinamento”.\r\n\r\nIl paventato esodo – dichiarano dalla Flt Cgil Puglia – si va ora materializzando, confermando quanto previsto l’anno scorso dalle organizzazioni sindacali pugliesi. Allora denunciarono che il massiccio esodo di docenti pugliesi, veniva solo rinviato di un anno grazie alle operazioni di nomina per le supplenze. È opportuno ricordare che tale denuncia fu oggetto di sarcasmo da parte del premier Renzi che, in diretta televisiva nazionale, sul caso Puglia avviò una forte polemica anche con il presidente della regione Puglia Michele Emiliano reo, a suo avviso, di aver dato credito alle ‘gufate’ del sindacato”.


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