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Lunedì 12 settembre riapre ufficialmente il liceo scientifico Scacchi. Il ritorno sui banchi per gli oltre 1.400 studenti potrebbe però essere problematico. Anche quest’anno, infatti, non sono stati risolti i problemi strutturali e di attrezzature che da diverso tempo affliggono l’edificio scolastico vicino alla stazione.\r\n\r\nLe infiltrazioni d’acqua dal soffitto\r\n\r\nA denunciare la situazione è il preside Giovanni Magistrale: “Fortunatamente abbiamo concluso i lavori sulla facciata dell’istituto e gli studenti non troveranno più l’impalcatura all’ingresso, ma c’è ancora molto da fare per ciò che riguarda la messa in sicurezza dell’edificio”. Uno dei problemi principali resta quello dell’infiltrazione d’acqua, che, nonostante i lavori di manutenzione, torna a ripresentarsi periodicamente.\r\n\r\nIn effetti, facendo un giro per i corridoi è facile trovare macchie scure d’umidità sul soffitto e sulle pareti. “Le infiltrazioni dipendono da un problema della guaina impermeabilizzante sul terrazzo – spiega Magistrale -, che andrebbe aggiustata; altrimenti le aule rimarranno umide”.\r\n\r\n \r\n\r\nRiscaldamento mancante e attrezzi pericolanti in palestra\r\n\r\n\r\nLe infiltrazioni dal soffitto non sono però l’unico guaio che lo Scacchi si porta dietro da tanti anni. Ci sono spazi che versano in cattive condizioni, come la palestra, dove parte degli attrezzi sono pericolanti e rischiano di cadere. Basta toccare il quadro alla parete per accorgersene: mettendo un po’ di forza gli infissi che trattengono il quadro svedese al muro vengono via. Tutta la palestra avrebbe bisogno di una ristrutturazione, come spiega anche il preside: “Bisogna rifare l’intonaco sui soffitti, il pavimento e pitturare le pareti che ormai sono scrostate”.\r\n\r\nCon l’arrivo dell’inverno – e con le temperature che scendono – parte degli alunni potrebbe essere costretto a fare lezione senza riscaldamento. Già dall’anno scorso infatti i vecchi termosifoni dell’ala che ospita i laboratori non sono attivi a causa di un problema alla canna fumaria che ha costretto i tecnici a modificare il percorso dei tubi del riscaldamento. Tubi che non raggiungono più i termosifoni nell’ala dei laboratori, che, di conseguenza, rimangono al freddo.\r\n\r\nE anche l’elettricità è a rischio, visto che la centralina che serve lo Scacchi e l’attiguo istituto Pitagora l’anno scorso ha avuto dei malfunzionamenti, a causa di una perdita d’olio del trasformatore, provocando anche tre o quattro blackout in un mese. La centralina è stata sistemata, ma non cambiata “Temo che il problema possa ripresentarsi. Non possiamo continuare a fare piccoli interventi riparatori e sperare che le cose reggano più tempo possibile. L’anno scorso abbiamo dovuto fare i colloqui con i professori al buio, con le candele in mano. E’ assurdo che accadano cose del genere”.\r\n\r\nI fondi ci sono, ma i lavori non partono\r\n\r\nI fondi per iniziare i lavori di manutenzione erano stati stanziati dal Comitato interministeriale per la programmazione economica, ma ad oggi non c’è stata alcuna comunicazione da parte dell’amministrazione sull’affidamento dei lavori. “Quando ho chiamato per chiedere spiegazioni – dice Magistrale – mi hanno detto che c’era stato un cambio della dirigenza e che il nuovo dirigente che doveva firmare il documento di assegnazione è in ferie. Speravo che i lavori partissero in estate per non disturbare i ragazzi durante l’anno scolastico, ma ad oggi non ho nessuna notizia ufficiale sull’effettivo affidamento dei lavori, solo voci. Finché non arriva quella firma, i lavori non possono partire”.\r\n\r\nLa lentezza della burocrazia impedisce di utilizzare aule che sono dichiarate inagibili anche se non presentano problemi. Succede ad esempio in una stanza al secondo piano, al momento usata come deposito, che l’anno scorso fu dichiarata inagibile perché il pavimento risulta incavato in un punto. “I tecnici hanno poi riscontrato che non c’era nessun rischio per la sicurezza degli studenti, ma finché non arriva dall’amministrazione metropolitana la firma che dichiara di nuovo agibile l’aula, siamo costretti a utilizzarla come deposito. Ed è un peccato, visto che già siamo costretti a chiedere ospitalità al Pitagora visti i tanti iscritti ogni anno”.\r\n\r\n

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