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Dopo mesi di polemiche, manifestazioni e opinioni disparate, i lavori per il restyling di via Sparano sono ufficialmente partiti. L’amministrazione ha deciso di dare il via al cantiere eliminando la prima palma sulla strada pedonale, uno delle novità più criticate dai detrattori del progetto a firma dell’architetto romano Guendalina Salimei.

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La ricollocazione delle palme 

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Nonostante le tante azioni di protesta di alcuni comitati cittadini negli scorsi mesi, l primo cittadino Decaro non ha voluto sentire ragioni e, come promesso, ha dato il via al cantiere. In mattinata gli operai hanno prima recintato la fioriera vicino a piazza Aldo Moro e poi hanno rimosso con le ruspe la palma. Nei prossimi 20 giorni faranno la stessa fine anche altre 23 piante sulla via pedonale. Saranno però tutte ricollocate in altre aree, come conferma l’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Galasso, per la precisione nel giardino Isabella d’Aragona (2), nei giardini della Muraglia (7), nelle aiuole di corso Vittorio Emanuele (2), in largo Giordano Bruno (1), in piazza Aldo Moro (1) e nel parco Due Giugno (11).

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I lavori di espianto saranno personalizzati per ogni palma, in base alle dimensioni, alle caratteristiche, all’ubicazione finale e alle condizioni climatiche favorevoli al reimpianto, così da minimizzare il rischio di morte della pianta durante le operazioni.

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Il comitato del no: “È cominciato l’omicidio premeditato di via Sparano”

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Nel pomeriggio sono arrivate le prime proteste per l’inizio dei lavori. Capofila è stato il gruppo Facebook “Salviamo via Sparano”, che per primo ha fatto conoscere a livello nazionale la questione del progetto di restyling e che oggi conta oltre 16mila membri.

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“Oggi comincia – spiega il fondatore Spiridione Palumbo – l’omicidio premeditato di via Sparano, senza se e senza ma. L’amministrazione sta prendendo in giro la cittadinanza che democraticamente ha espresso il suo parere negativo alla messa a cimitero della strada più rappresentativa di Bari”. Una scelta che per Palumbo il primo cittadino rischia seriamente di pagare in occasione della prossima tornata elettorale.


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