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Nuova puntata della rubrica “Ma sì, diciamola tutta…” di Vito Raimondo\r\n\r\nUtilizzare le mensa scolastica d’ora in poi non è obbligatorio\r\n\r\nQuesta sì che è democrazia. Sentite. Il Tribunale di Torino ha stabilito  che, poiché la gratuità dello stdio è un principio assoluto ( costituzionale) e relazionato al reddito dei soggetti fruitori, non si può imporre , nelle scuole, l’adesione a servizi a pagamento. Della serie: chi non vuole mangiare  in mensa, può portarsi il pranzo da casa (sotto la responsabilità della famiglia, evidentemente).\r\n\r\nFioccano proteste  da varie parti: dai gestori delle mense  al Ministero che chiede una normativa  che omogeneizzi  il servizio, evitando discriminazioni.\r\n\r\nPurché si faccia presto e bene.\r\n\r\nGruppo misto e raccogliticcio al Comune. Solo per la poltrona o per riposizionarsi?\r\n\r\nCome lo si può chiamare? Inciucio? Io mi limito a…minestrone. Il Gruppo “Misto” (che, di per se, è un pasticcio che ha poco di politico)  ha sfiduciato il suo capo (Pasquale Finocchi, ex F.I.) sostituendolo con Michele Caradonna  (ex De Caro per Bari). Con quest’ultimo si sono schierati Ilaria De Robertis (x Pd) e Irma Melini (ex F.I.) . Fabio Romito è rimasto alla finestra.\r\n\r\nFinocchio parla di ricerca di poltrone  da parte del suo predecessore. Ma, si sa, da tempo immemore che le poltrone fanno gola a molti. O no? Comunque, mi sembra una vicenda piuttosto miseranda.  O sei maggioranza  o sei opposizione. Una terza posizione non esiste. Anche moralmente.\r\n\r\nPerché ho polemizzato con Matarrese sullo stadio San Nicola, ormai inservibile  \r\n\r\n

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Stadio
\r\n\r\nHo avuto un duro scambio epistolare (su “La Gazzetta del Mezzogiorno”) con il patron del Gruppo edile, Michele Matarrese, a proposito  dell’inutilità (non solo per me) dello stadio S. Nicola voluto, negli anni ’80, soprattutto da un aggregato di imprenditori baresi in vista dei Mondiali del ‘90 e, perché no?, dal desiderio (?) dei gestori del club calcistico di avere disposizione uno scenario europeo…\r\n\r\nComune, Ministero e Coni convennero  di spendere 125 miliardi di lire (costo dell’opera, interessi sul mutuo e immancabile revisione dei costi  per quel monumento alla megalomania, perlomeno (Bari aveva e ha un ottimo stadio comunale che ha ospitato, dal 1936, serie A e nazionale. Non il rugby dei ragazzini di oggi!\r\n\r\nHo proposto (certo, con buona dose di provocazione, come fanno i giornalisti che campano dalla loro professione.) che lo stadio – dove si gioca a calcio meno di un mese all’anno – sia abbattuto per dare spazio ad un simil parco Punta Perotti, con buona pace dei costi (della comunità!) che non sopporta la loro esosità.\r\n\r\nA leggere il rifermento a quella bellissima località – piena di verde e di vita sociale- a Sud di Bari, a  Matarrese sono venute le travecole, insieme a irrefrenabili schizzi di rabbia che non mancano mai nelle esternazioni della famiglia: parlo per esperienza diretta!)\r\n\r\nConfermo che nella lettera alla Gazzetta) in replica al collega Campione che aveva posto in rilievo le carenze dello stadio, avevo denunciato lo stallo delle procedure per l’affidamento della gestione del San Nicola (una pura illusione, secondo me) che, intanto, sta per diventare l’ennesimo rudere cittadino.\r\n\r\nC’è di più: l’altra sera, ho accompagnato le mie nipotine per assistere a Bari-Cesena (oltre 70 euro: che non sono noccioline!) in tribuna Ovest-settore H- posti 10-11-12) per uno spettacolo indecoroso (non la partita)  ma per il contorno: sedili sozzi anche di fango, cicche diffuse, avanzi ci cibo: segno che lì la scopa latita da tempo; quindi bagni femminili  come latrine, con un poliziotto che faceva tranquillamente la pipì…, i cartacei al posto dei famosi petali volati, i tabelloni ciechi, le difficoltà del traffico in uscita, le prostitute). Mi chiedo: i gruppi di lavoro (del Bari e del Comune) che, da mesi, s’incontrano per redigere con convenzione di cosa parlano?\r\n\r\nHo scritto, infine, che nessuna persona sana di mente  potrà mai sottoscrivere  la convenzioni in fieri (sotto l’egida dell’Enac, oltretutto) e, perciò, ritengo economicamente  valido l’abbattimento del S. Nicola e il ritorno al “Della Vittoria”.\r\n\r\nC’è qualcosa di male a sostenere queste cose? Non credo. Per l’ingegnere di Andria, invece, io sono da mettere all’indice, soprattutto se non ho letto un volume, ad usum delphini,da lui letto volentieri e le sentenza della Corte europea di  cui a me non frega niente. A lui, invece sì. Lo capisco. Si rilegga la mia lettera e si renderà conto che io Punta Perotti l’ho in testa soltanto come esempio di (bellissimo ) parco. Lui  di affari andati a vuoto (ancorché ben risarciti, come è noto).\r\n\r\nFine della (brutta) storia. Per me, “giornalista di Bari”, non del Bari Calcio o, meno che mai, del Gruppo Matarrese.


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