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È durato pochi minuti il Consiglio comunale richiesto dall’opposizione per discutere della relazione del Ministero delle Finanze e dei rilievi sull’operato dell’amministrazione nel periodo 2010- 2015. Il Mef ha accusato il Comune di aver speso 50 milioni di euro in più in diversi settori, dal personale agli appalti.

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Dopo la relazione del consigliere di Impegno civile, Domenico Di Paola, che ha duramente contestato l’amministrazione, è intervenuto Pierluigi Introna per la maggioranza. “Il sindaco – ha detto Introna – aveva chiesto a tutti noi di rinviare perché il 23 sarebbero arrivate le controdeduzioni delle ripartizioni sui rilievi del Mef. L’opposizione invece non ha voluto sentire ragioni e ha comunque richiesto questa riunione. Noi non ci stiamo a parlare senza avere contezza. Saremo i primi a richiedere il consiglio monotematico appena arriveranno le risposte dalle ripartizioni”. La maggioranza lascia l’aula, dopo aver richiesto la verifica del numero legale e l’opposizione va su tutte le furie.

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E mentre Introna urla “buffoni” alla minoranza, dal pubblico si alzano alcune persone con dei cartelli con su scritto “Appalti affidati senza gare” e “Decaro dimettiti”, facendo riferimento appunto ai rilievi del Mef.

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\r\n\r\nProteste\r\n\r\n”Una maggioranza compatta solo per far insediare il numero legale ed evitare che si possa procedere a discutere in seconda convocazione – ha replicato la consigliera di opposizione Irma Melini –  ovvero domani con soli 12 consiglieri su 36. Intanto i baresi pagano questa seduta più di 2 mila euro fra costi e rimborsi.  D’altronde, proprio il Regolamento comunale avrebbe permesso di affrontare il tema in seconda convocazione con un terzo di eletti.

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Un sotterfugio che pagano i baresi, ma che non incanta più.  Non incanta più neanche la scusa del termine del 23 settembre, concesso dal direttore generale ai dirigenti per le controdeduzioni, visto che questo termine è stato fissato dopo la nostra autoconvocazione in monotematica, quindi dopo la calendarizzazione della stessa. A questo punto è chiaro che la data del 23 è stata intenzionalmente posta per far saltare il Consiglio di oggi.  Una vergogna senza pari. Qui, a Bari, si continua a giocare con i soldi dei baresi”.

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“Ormai siamo alla fiera dell’assurdo – aggiunge il consigliere di opposizione Fabio Romito –  la maggioranza che pur di sfuggire al confronto chiede la verifica del numero legale e scappa dall’aula consiliare. Pur di impedire ai cittadini baresi di conoscere quanto descritto nella durissima relazione del Mef la maggioranza è letteralmente scappata dall’aula per far mancare il numero legale. Questo squallido tatticismo si è reso necessario per impedire che domani qualche consigliere di maggioranza “dissidente” ci consentisse in seconda convocazione di aprire la seduta”.

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\r\n\r\nE mentre l’opposizione presenta una nuova richiesta per un consiglio monotematico sulla questione, il gruppo Iniziativa Democratica – Sud al centro decide di devolvere i suoi gettoni di presenza (sei consiglieri) ai terremotati.“Raddoppiamo la solidarietà – spiegano i consiglieri – rinunciando a un altro gettone, così come è avvenuto nel consiglio comunale dello scorso 8 settembre, convocato per discutere dell’emergenza terremoto. E anche oggi – concludono i consiglieri Maurodinoia, Neviera, Di Giorgio, Pisicchio, Sciacovelli e Smaldone – onde evitare l’ennesima seduta a vuoto, che comporterà dei costi per le casse pubbliche, abbiamo per questo condiviso la volontà di sostenere, seppur con un altro e simbolico gettone, le popolazioni del Centro Italia che in questo momento vivono nelle tende. Senza dimenticare i tanti bambini che sono ritornati tra i banchi allestiti nelle scuole prefabbricate”.\r\n\r\n

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