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Lo hanno costretto per dieci anni a versare ingenti somme di denaro. Sei persone sono state arrestate dalla squadra mobile della questura di Bari con l’accusa a vario titolo di estorsione aggravata e di detenzione ai fini della commercializzazione di sostanze stupefacenti.\r\n\r\nLe minacce\r\n\r\nL’incubo per un imprenditore barese è iniziato nel 2004 quando ha acquistato – con regolare atto notarile e tramite un intermediario – la villa di proprietà della moglie di uno degli arrestati in via Napoli. In seguito all’acquisto, gli estorsori – con pressanti minacce – hanno costretto la vittima a versare in più riprese somme di denaro, reo – a loro dire – di aver acquistato l’immobile a un prezzo inferiore rispetto al suo reale valore di mercato. Le indagini – partite a gennaio scorso quando l’imprenditore ha deciso di denunciare tutto agli investigatori della squadra mobile – hanno consentito di scoprire che i sei malviventi gestivano anche una fiorente attività di spaccio di droga nei quartieri San Paolo e Libertà. La polizia ha infatti sequestrato significativi quantitativi di stupefacenti.\r\n\r\nGli arrestati\r\n\r\nA finire in manette sono state sei persone (una con l’obbligo di dimora) ritenute vicine al clan Strisciuglio. Si tratta di Lorenzo Caldarola (classe’73), già detenuto presso la Casa Circondariale di Nuoro; Tommaso, Cacucciolo (classe’82); Vito Antonio Catacchio (classe’84); Francesco Laera, (classe.’76); Damiano Poliseno (classe’82). Una trentenne incensurata, attualmente collaboratrice di giustizia, sottoposta alla misura cautelare dell’obbligo di dimora e della presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.


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