I concerti di Max & Laura Brown, Bo Ningen, Mondegreen e i dj-set di Masaaki Yoshida e Satoshi Tomiie. Queste sono solo alcune delle proposte della 31esima edizione di “Time Zones” il festival musicale in programma dal 14 ottobre al 18 novembre.\r\n\r\nPrevisti 20 concerti di artisti internazionali, che si terranno in diversi locali sparsi per Bari e provincia. Si parte il 14 ottobre con la sezione “Off”, che vedrà protagonisti al Pellicano pub di Bari le musiche malinconiche di Max & Laura Brown, i ritmi contaminati del Mediterraneo di Achref Charui Trio, l’indie-pop di Mondegreen e gli opening act di Simona Armenise e Superfreak. Dal 21 ottobre parte invece la sezione centrale del festival con la performance al cinema Royal di Emanuele Arciuli, autore capace di spaziare dalla musica classica a quella contemporanea, già musicista della Rotterdam Philharmonic, della Filarmonica di San Pietroburgo, e dell’Indianapolis Symphony Orchestra. Ad aprire la “Piano Zones”, dedicata al mondo della musica classica, sarà invece l’11 novembre il compositore, pianista e scrittore toscano Antoni O’ Breskey  con un concerto all’auditorium Vallisa.\r\n\r\nArte e musica si incontrano\r\n\r\nTanti poi gli altri appuntamenti, tra cui i dj set all’Eremo club di Molfetta, che vedranno nomi del calibro di Satoshi Tomiie e Masaaki Yoshida – entrambi suoneranno il 29 ottobre -, oltre a performance che mischiano arte e musica. Ne è un esempio l’artista messicano Murcof, che il 5 novembre presenta “Etna: A Portrait”, un “ritratto audiovisivo” del vulcano attivo più grande d’Europa, creato campionando suoni e immagini del vulcano, poi rielaborati in uno studio a Barcellona.\r\n\r\nLa mostra dedicata al gekiga\r\n\r\nSi rimane nell’ambito internazionale con la “Japan Zone”, dedicata al mondo orientale. “Sal 20 ottobre – spiegano gli organizzatori  – verrà anche allestita una mostra sul gekiga, una forma artistica legata al disegno che nello scorso ha modificato radicalmente il mondo del fumetto nipponico. Ponendo al centro il connubio fra tradizione e modernità, innovazione e folklore, l’intento è quello di proporre al pubblico del festival un intreccio fra iconografia e suono, dove il percorso visuale parte dall’Ukiyoe per arrivare al manga classico degli anni ’60 e alle derive contemporanea del fumetto e degli anime made in Japan”.

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