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L’aumento tra il 7 e il 12 per cento (in media) annunciato ad aprile è arrivato. E sulla bacheca Facebook del sindaco Antonio Decaro scoppia la rivolta.

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I baresi stanno ricevendo in questi giorni i bollettini della Tari, la tassa sui rifiuti, che, secondo quanto già annunciato, sarebbe aumentata  tra il 7 e il 12 per cento per i privati cittadini e  l’11 per cento per  i commercianti. Due le soluzioni per il pagamento: entro il 16 novembre (rata unica dato che la prima scadenza non può essere rispettata a causa dei ritardi nell’invio dei bollettini) oppure le tre rate di novembre, gennaio e marzo.

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Gli aumenti deliberati dalla giunta

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In termini più pratici: una coppia che abita in un appartamento di 100 metri quadri l’anno scorso pagava 261 euro e 14 centesimi, quest’anno pagherà 286 euro (25 euro in più spalmati in 12 mesi). Una famiglia numerosa di oltre sei componenti in un appartamento da 160 metri quadri che l’anno scorso pagava quasi 510 euro quest’anno pagherà 564 euro (54 euro in più).

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Quindi scendendo nel dettaglio l’aumento della tassa per le utenze domestiche, calcolato su una superficie di abitazione media di 100 metri quadri, è pari a

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  • 7,62% per nucleo di una persona
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  • 9,73% per nucleo di 2 persone
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  • 10,5% per nuclei di 3 persone
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  • 11,33% per nuclei di 4 persone
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  • 12,41 % per nuclei di 5 persone
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Per quanto riguarda invece le utenze non domestiche, l’incremento sarà dell’11 per cento. Anche per gli stessi ospedali si passerà  da 8 euro e 41 centesimi a metro quadro a 9,34 euro a metro quadro,  i bar da 22 euro a 24,45 euro, le pescherie da 27,66 euro a 30, 72 euro; i musei, le scuole, le associazioni, le università  da 3,76 euro a 4,18.

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Confermate comunque le esenzioni: non pagano la Tari i nuclei famigliari con reddito inferiore ai 5mila euro, quelli formati da 6 o più persone con reddito inferiore ai 25mila euro e i nuclei composti da ultra 80enni con reddito inferiore ai 10mila euro.

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Per le famiglie che risiedono in quartieri virtuosi dove la percentuale di differenziata supera il 50 per cento è prevista un’ulteriore riduzione del 25 per cento.

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Le ragioni degli aumenti

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Come sta spiegando lo stesso sindaco Antonio Decaro, l’incremento sulla Tari è stato necessario a causa dell’aumento dei costi del conferimento in discarica dei rifiuti (110 euro per tonnellata rispetto ai 70 euro degli anni passati) e alla diminuzione dei contribuenti: quasi mille negozi e 5 mila residenti in meno.

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Le proteste

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Ma sul web infuria la protesta. “Facciamo la differenziata, ma aumenta la tassa costantemente. La finiamo di essere presi in giro? O pago le tasse o vivo io”; “Non basta che la Tari sia aumentata, è arrivata già scaduta. Il Comune è allo sbando totale”; “Ma non per sapere, ma la Tari è aumentata? Non aveva detto che non sarebbe aumentata perché non dovevamo pagare più l’ecotassa?” Ed ancora. “Ieri ho ricevuto la doverosa tassa per i rifiuti, ma ho appreso che nonostante la raccolta differenziata sia aumentata nella città di Bari ho avuto 33 euro di aumento. Grazie sindaco”;  “Sono una cittadina barese rispettosa di tutte le regole soprattutto quelle che riguardano l’ambiente. Come giustifica l’aumento del 10 per cento sulla Tari? Ci impegniamo a 360 gradi con la differenziata, subiamo le blatte e non solo per strada, ma anche in casa (questa estate ne ho trovate sette). Allora sindaco cosa ci risponde?”

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