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Tutto pronto per la bonifica della Fibronit, l’ex fabbrica di amianto del rione Japigia. Per il via ai lavori mancano solo tre autorizzazioni, una della Regione e due delle Ferrovie, e poi il cantiere sarà aperto. Molto probabilmente per i primi di ottobre. Ad assicurarlo ai cittadini riuniti in assemblea questa sera, nel teatro Abeliano, il sindaco di Bari Antonio Decaro. L’incontro è stato promosso dal comitato Fibronit a pochi giorni dall’avvio del cantiere per la bonifica permanente del sito dell’ex fabbrica, fondata nel 1935, ed attiva per 50 anni nel cuore di Bari: ha provocato più di 400 morti per mesotelioma pleurico tra operai e residenti di Japigia e Madonnella.

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L’incontro

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L’incontro si è aperto con il ricordo di Nicola Brescia, presidente del comitato, di Maria Maugeri, l’ex assessore all’Ambiente e consigliera comunale, scomparsa pochi giorni fa all’età di 58 anni. La Maugeri è stata tra coloro che ha lottato fino alla fine per portare a compimento la bonifica della Fibronit, da quando l’allora sindaco Michele Emiliano rese inedificabili i suoli e volò a Roma, insieme alla Maugeri, per ottenere i soldi della bonifica dal Ministero, fino ai primi lavori che hanno permesso, almeno per una sera, ai cittadini di varcare di nuovo la soglia dei cancelli della fabbrica della morte. “Questo è il secondo atto – spiega Nicola Brescia – di una battaglia importante. Oggi si presentano qui i frutti di questo lavoro con le istituzioni, per dare una nuova vita all’area. Fondamentale anche il nostro lavoro, quello del comitato e dei cittadini: tutti noi abbiamo contribuito a completare questo progetto”.

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Subito dopo è intervenuto il sindaco. “Ho preso l’impegno con la Maugeri per avviare il cantiere nei primi giorni di ottobre e voglio mantenerlo a tutti i costi. Mancano le ultime autorizzazioni e domani iniziano i sopralluoghi. Questa è una battaglia che finalmente vede un risultato positivo”.

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All’incontro è intervenuto anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. “Sarà una serata difficile stasera, perché non c’è la Maugeri, una persona di una sensibilità altissima. Da domani completeremo questo percorso, perché alcuni percorsi sono più difficili da finire che da iniziare. Questo impegno lo abbiamo preso e lo porteremo a termine”.

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\r\n\r\nIl progetto\r\n\r\nIl progetto di bonifica, finalizzato a neutralizzare ogni traccia di amianto dal sottosuolo dell’area, prevede la realizzazione di tensostrutture in decompressione in cui verranno frantumate le macerie contaminate e stoccate nella zona nord del sito. Al termine delle operazioni, il sito sarà messo in sicurezza grazie all’impiego di speciali pacchetti di isolamento,  strati impermeabili che verranno ricoperti dal terreno. Alla fine dell’intervento l’area sarà caratterizzata da una serie di collinette artificiali. La durata del cantiere è stimata in 714 giorni. E il costo dell’intervento è di 14 milioni di euro.\r\n\r\nSi procederà a fasi: dall’allestimento del cantiere alla demolizione del torrino, dei tre silos più alti, dei capannoni, della palazzina uffici. Costante sarà il monitoraggio dell’Arpa.\r\n\r\nAll’avvio dei lavori (affidati dopo ricorsi su ricorsi e un lunghissimo iter burocratico all’ati con capogruppo la ditta Teorema), che partiranno con un mese di ritardo rispetto a quanto annunciato dal primo cittadino nella sede del consiglio comunale il giorno della firma dell’accordo di programma tra Ministero, Regione e Comune, ha promesso di essere presente anche il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, per accertarsi che tutto si svolga con regolarità.\r\n\r\n

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Il parco

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Al termine della bonifica definitiva su quell’area di 100mila metri quadri sarà realizzato il più grande parco pubblico della città di Bari, dedicato a tutte le persone che sono morte per mesotelioma pleurico. “Il parco della vita” lo chiamano già i componenti del comitato Fibronit. Il piano di fattibilità del parco predisposto dagli uffici comunali è stato candidato ai finanziamenti europei, per un investimento di circa 10 milioni di euro.

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