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19 Ottobre 2008, Marco Simoncelli vince il Mondiale 250 al Sepang International Circuit.

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Dopo il salto di categoria che lo aveva visto protagonista nel 2006, Marco Simoncelli approda alla Gilera dove avrebbe trascorso il suo anno più difficile. Un Team corse dovrebbe essere come una famiglia per un pilota, ma il Sic trova un clima da “figlio indesiderato”.

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La maggior parte dei piloti arriva al Motomondiale perchè supportati da uno sponsor…un progetto, Marco no. Il Sic era lì solo grazie ai suoi meriti personali.

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Chiunque bazzichi il mondo delle corse sa che l’ingresso di Simoncelli in quel Team diretto da Rossano “Benito” Brazzi (così lo chiamavano scherzosamente gli addetti ai lavori) non sarebbe stato facile. Brazzi, per quei pochi che non lo conoscessero, era l’ex capotecnico di Valentino Rossi, una persona con un ego smisurato frutto anche dei suoi successi con il “Dottore”.

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Le premesse sono delle migliori, ma la realtà spesso non corrisponde a quello che dalla vita ci si aspetta.

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Si è passati dalla prima alla terza gara da: “Quest’anno abbiamo tempo per imparare” a “Io con un somaro di ottanta chili non ci faccio niente”…Questo era l’habitat in cui avrebbe lavorato Marco Simoncelli.\r\nUna moto con gli stessi parametri e settaggi utilizzati per Valentino Rossi, sarebbe stata l’ideale secondo Brazzi per Marco Simoncelli…ma il Sic è più alto e più pesante di Vale.

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A Le Mans succede qualcosa che cambierà la storia di quel ragazzone segnato dal numero 58.

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Dopo una gara molto bella, il Sic si calssifica soltanto ottavo…la moto non c’è, il pilota spagnolo Barberà su ogni rettilineo lo passa come e dove vuole. Al rientro nei box Marco è nervoso e confida a Paolo, il suo babbo, che la moto non va: “Quando Torna Brazzi glielo vai a dire, perché qui le cose bisogna dirle”. Qualche minuto dopo ecco spuntare proprio il Brazzi nei box, Marco gli si avvicina e lui inizia a parlare ad alta voce per farsi sentire da tutti: “Se pensate che io vada in giro per il mondo a spendere soldi per fare gare così, non avete capito niente. E’ meglio che vi diate una mossa”, Marco non riesce a trattenersi e gli risponde: “Io mi dovrò dare anche una mossa, ma la moto oggi non andava un c***”.\r\nAl termine del mondiale, Marco Simoncelli viene convocato da Sacchi e l’ingengere Dall’Igna a Noale per sentirsi dire che dall’anno successivo non avrebbe più avuto la moto ufficiale. Nonostante la richiesta di una motivazione valida su quanto stesse accadendo, nessuno dei due gliene fornisce alcuna. La realtà è che Marco Simoncelli stava pagando quello che aveva fatto a Le Mans…mettere in discussione il lavoro di Rossano Brazzi.

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Tutto questo era contrario a quanto stipulato nel contratto di ingaggio del Sic e così dopo aver mostrato “il basotne” gli concedono “la carota”: quello stesso giorno a Simoncelli, come contropartita viene offerto un prolungamento del contratto di un anno.

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Da quel preciso istante Marco inizia il suo cammino verso la leggenda. In poche settimane mette su un Team corse capeggiato dal grande Aligi Deganello…la storia attendeva solo di essere scritta.

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Il motomondiale 2008 inizia con una nottuna in Quatar, dove nonstante Marco domina nelle qualifiche, cade rovinosamente in gara. Il tecnico che si occupava delle mappature del motore…si era dimenticato di aggiornare quella del Sic.

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Da lì in poi Marco Simoncelli dimostra al mondo intero, anche non avendo la moto ufficiale, di essere il pilota più forte della classe 250. Un anno meraviglioso fatto di battaglie all’ultimo sangue e sportellate che rimarranno nella storia del motociclismo, si conclude con una gara stupenda in Malesia dove il Sic conquista un terzo posto che gli basta per diventare Campione del Mondo.

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Il destino, però, a volte è strano. Nella stessa pista in cui il suo sogno si è avverato, tre anni dopo Marco decide di tornare a correre lasciandoci tutti con le lacrime agli occhi e un groppo in gola che ancora oggi non è facile da mandar giù.

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Era il 23 Ottobre 2011 e il Sic diventava leggenda proprio nel Sepang International Circuit…SIC appunto, un destino folle per un ragazzo che ha fatto innamorare il mondo di uno sport meraviglioso.

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Ciao Marco!!!


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