“Stallo”. È questa la parola migliore con cui spiegare al momento la situazione in cui versano i docenti pugliesi, almeno a giudicare dalle parole dei sindacati, su tutti la Cisl scuola Puglia. Lo scorso 2 novembre si è tenuto un incontro al ministero dell’Istruzione con tutte le sigle sindacali, in cui sono state portate avanti le richieste dei docenti e del personale amministrativo. Posizioni diverse, obiettivi comuni: i docenti delle graduatorie ad esaurimento e precari, così come gli Ata chiedono di essere stabilizzati.\r\n\r\nC’è poi da risolvere il problema mobilità, con gli insegnanti che rischiano ancora di finire al centro e al nord Italia per colpa dell’algoritmo della legge sulla “Buona scuola”. “La soluzione va cercata a monte – spiega Roberto Calienno, segretario generale della Cisl scuola Puglia -, cioè partendo dal problema degli organici, della loro consistenza, della loro effettiva rispondenza al reale fabbisogno delle scuole. Abbiamo fra l’altro bisogno di posti per la primaria e per il sostegno, di una nuova gestione degli spezzoni, di ampliare il part-time”.\r\n\r\nRitardi in Puglia per il programma “Diritti a scuola”\r\n\r\nUna soluzione per aumentare le disponibilità nelle scuole era il programma “Diritti a scuola”, promessa dall’assessore regionale al Diritto allo studio Sebastiano Leo. Il progetto vuole combattere il fenomeno della dispersione scolastica attraverso “l’innalzamento dei livelli di apprendimento, l’inclusione sociale degli studenti più svantaggiati, per migliorare la qualità dell’istruzione di ogni individuo, ridurre il divario di competenze ed i fenomeni di esclusione sociale che ostacolano la realizzazione personale e l’accesso al lavoro dei giovani”, spiegano dalla Regione Puglia. Un’idea che avrebbe permesso a più docenti di essere impiegati nelle scuole sul territorio. Peccato però che il suo avvio sia slittato.\r\n\r\nA novembre infatti il programma doveva già partita, ma ad oggi non si ha ancora nessuna notizia dall’assessorato regionale. Per far fronte ai ritardi il sindacato chiede alla Regione Puglia interventi urgenti: “Per il personale delle Graduatorie ad esaurimento e per il personale Ata – prosegue Calienno -, il riconoscimento del servizio ha valore fondamentale ed irrinunciabile. Sarebbe opportuno che comuni e province, con il coordinamento della Regione Puglia, si attivino urgentemente per garantire l’ampliamento del tempo scuola, ridurre il numero di alunni per classi, garantendo così il conseguente aumento dell’organico di diritto”. Oltre che con “Diritti a scuola”, l’obiettivo potrebbe essere raggiunto attraverso una delibera della giunta regionale sulla “Razionalizzazione della rete scolastica”, attualmente in discussione.\r\n\r\nPer il momento quindi la discussione è rinviata. Per la precisione al prossimo 9 novembre, quando i sindacati incontreranno di nuovo il Miur e porteranno ancora avanti le battaglie dei docenti pugliesi.

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