Periodo nero per il liceo scientifico Scacchi. Dopo la chiusura di quattro aule lo scorso 9 settembre a causa del soffitto pericolante, il preside Giovanni Magistrale ha dovuto cercare soluzioni alternative per permettere agli alunni iscritti di frequentare regolarmente le lezioni. Al momento alcune classi infatti sono state ospitate in due aule dell’adiacente istituto Pitagora, che le ha prestate per alcuni mesi allo Scacchi. Una soluzione però temporanea, che rischia a breve di mettere in grave difficoltà i ragazzi dello scientifico.\r\n\r\n”Il problema – spiega Magistrale – è che il Pitagora ci permetterà di usufruire di quelle aule solo fino a Natale. Superate le festività dobbiamo sperare che i lavori di messa in sicurezza siano completati, altrimenti ci troveremo in un bel guaio”. In caso contrario si dovranno utilizzare gli spazi comuni, come l’aula magna e la palestra, creando non pochi disagi agli studenti.\r\n\r\nIl delegato Lacoppola: “Si tratta di interventi complessi, ci vuole tempo”\r\n\r\nUn pericolo che però si fa sempre più concreto, visto il complesso piano di interventi, che devono ancora partire, come conferma il delegato all’Edilizia scolastica della Città metropolitana, Vito Lacoppola. “Esattamente come al Flacco si tratterà probabilmente di lavori di lunga durata. Prima di intervenire però dobbiamo avere l’autorizzazione della Sovrintendenza, poi toccherà assegnare i lavori con una gara. Penso sia quasi impossibile riuscirci entro la fine delle festività natalizie visto la complessità di certi interventi. I dirigenti devono capirlo”.\r\n\r\nGli studenti del Flacco incontrano Lacoppola\r\n\r\nIntanto domani alle 10 ci sarà un incontro tra Lacoppola e gli studenti di un altro istituto con grosse problematiche strutturali, il Flacco. Nelle scorse settimane si sono tenute diverse manifestazioni da parte degli alunni del liceo classico, che lamentavano della poca sicurezza nell’edificio sul lungomare, dove durante le scorse vacanze di Pasqua il soffitto dell’aula magna aveva ceduto.\r\n\r\n”Dal soffitto dell’aula magna – ha spiegato Marco Spagnuolo del collettivo studentesco “La corrente” -, crollato l’anno scorso, alle scarse condizioni igienico-sanitarie della palestra e del cortile, passando per crepe e scarsa funzionalità delle aule, il Flacco cade a pezzi. Pertanto, il sentimento che ci ha mossi non è stato tanto quello di un’audace difesa del passato, ma di uno scatto, si spera, in un futuro prossimo fatto di sicurezza, agiatezza e salute”.

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