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Ricoverato per un edema polmonare, pochi giorni prima della sua scomparsa il giornalista commentò il suo stato di salute citando Ungaretti: “Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie…” e aggiunse “ma tira un forte vento“.

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Enzo Biagi, divenuto giornalista a soli 21 anni, cominciò tuttavia la sua carriera qualche anno prima collaborando nella redazione de “Il Resto del Carlino” dove venne assunto successivamente dopo aver combattuto nelle Brigate “Giustizia e Libertà”. La sua carriera prosegue senza alcuna sosta scrivendo per Repubblica, Panorama, La Stampa, conduce programmi televisivi in RAI tra cui “I dieci comandamenti all’italiana“, “Processo al processo su tangentopoli“, “Le inchieste di Enzo Biagi“, ”Il Fatto“. Quest’ultimo fino al 2002, data in cui il il programma fu chiuso tra le polemiche poiché accusato di “faziosità” a seguito di una intervista a Indro Montanelli, in cui paragonò Berlusconi ad un virus di cui, a suo dire, gli italiani avrebbero dovuto sviluppare gli anticorpi e una successiva intervista a Roberto Benigni il quale a suon di battute scherniva la campagna elettorale del partito della Casa della libertà. Il giornalista concluse così l’ultima di 814 puntate: “Arrivederci, speriamo in autunno“. In televisione tornò due anni dopo come ospite nella trasmissione di Fabio Fazio “Che tempo che fa” registrando un record di ascolti, ma solo nel 2007, cinque anni dopo, tornò in veste di conduttore e giornalista con il programma “RT Rotocalco Televisivo” aprendo con un saluto commosso la prima puntata.

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