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Stop a nuove aperture a meno di 500 metri da scuole, luoghi di culto, ospedali, giardini, spiagge e a meno di 100 metri da banche e bancomat. Orari di gioco compresi tra le 11 e le 19 e 30 e chiusure delle attività nei giorni festivi. Il centrodestra in Consiglio comunale predispone la bozza di regolamento per le sale gioco, in attuazione della legge regionale del 2013 mai applicata a Bari.\r\n\r\nA presentare la proposta di deliberazione i consiglieri Giuseppe Carrieri, Filippo Melchiorre, Fabio Romito, Pasquale Finocchio, Michele Picaro e il consigliere municipale Massimo Posca. “Noi dichiariamo guerra al gioco d’azzardo – denuncia Melchiorre  – il sindaco ha una vocazione ad organizzare tavoli e vuole aspettare leggi nazionali. Qui in Puglia la legge esiste già e non c’è da perdere tempo, perché già tanto tempo è stato perso”.\r\n\r\nLe limitazioni alle sale gioco\r\n\r\nSono 21 gli articoli previsti nella bozza di regolamento. Tra i principali: la distanza minima delle sale di 500 metri da luoghi sensibili e di 100 metri da banche e bancomat; divieto pubblicitario sull’apertura di nuove sale; durata dell’autorizzazione quinquennale e scadenza di quelle in corso al 13 dicembre del 2018; orari giornalieri dalle 11 alle 10 e 30 con obbligo di chiusura nei festivi; informazione all’interno dei locali circa i rischi del gioco d’azzardo; possibilità di revoca o sospensione della licenza in caso di inosservanza del regolamento. “Per realizzare questa bozza – spiega Carrieri – abbiamo fatto un collage delle buone pratiche italiane, prendendo esempi da altri Comuni che simili regolamenti hanno già applicato. Speriamo che per gennaio questo regolamento possa essere discusso in Consiglio”.\r\n\r\nIl gioco d’azzardo in città\r\n\r\nSecondo i dati della Fondazione antiusura, riportati domenica da Borderline24, a Bari sono stati spesi l’anno scorso un miliardo e 800 milioni di euro tra slot machine e gratta e vinci. “Stiamo parlando – aggiungono Romito e Melchiorre – di un fenomeno dalle dimensioni disastrose e sul quale bisogna intervenire subito”. “Durante il mandato di Emiliano – aggiunge Posca – il Consiglio approvò un ordine del giorno con il quale si dava mandato al sindaco di emettere un’ordinanza per obbligare i gestori a chiedere la carta di identità o il codice fiscale ai ragazzi che volevano comprare i gratta e vinci. Quell’ordine del giorno è stato disatteso”.\r\n\r\nLa presentazione del regolamento questa mattina in Comune\r\n\r\n

I consiglieri di opposizione
I consiglieri di opposizione


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