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La strada che porta al salvataggio di Ferrovie Sud Est passa da una tappa decisiva, quella del primo dicembre quando davanti al Tar del Lazio verrà discusso il ricorso presentato da Arriva Italia, assieme a Cotrap e Ferrotramviaria, contro il provvedimento del ministro Delrio che ha dato il via libera all’acquisizione di Fse da parte di Ferrovie dello Stato italiane.\r\n\r\nL’udienza di oggi davanti al tribunale fallimentare\r\n\r\nIn attesa di questa decisione, oggi il Tribunale fallimentare di Bari ha rinviato al prossimo 20 gennaio l’udienza per decidere sulla richiesta di fallimento di Fse depositata lo scorso luglio dalla Procura di Bari. Le prossime settimane serviranno anche a completare la procedura relativa al passaggio di quote da Fse a Fsi dopo il parere positivo dell’Antitrust. Stando alla tesi della magistratura barese, che ha in corso un’indagine penale nei confronti degli ex vertici aziendali, Fse avrebbe accumulato in dieci anni debiti per circa 200 milioni di euro. La Procura, quindi, chiede il fallimento, il commissario di Fse Andrea Viero si oppone sostenendo che l’azienda non sia allo stato fallibile perché commissariata, quindi in mano allo Stato, e che comunque è salvabile grazie all’intervento di Fsi.\r\n\r\nLa spada di Damocle del ricorso al Tar del Lazio\r\n\r\nDi mezzo, però, c’è un ricorso al Tar: Arriva Italia – partecipata della tedesca Deutsche Bahn – ha chiesto di sospendere l’efficacia del provvedimento firmato da Delrio lo scorso 4 agosto che ha, di fatto, dato il via libera al passaggio di Fse in Fsi. Secondo la società privata, il commissario Viero avrebbe dovuto indire una gara pubblica per la vendita di Fse.


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