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“Abbiamo ancora qualche cattedra di sostegno mancante. A livello regionale sono circa cento”. Anna Cammalleri, dirigente dell’Ufficio scolastico regionale della Puglia, conferma i ritardi nei tempi di assegnazione dei docenti ad istituti con alunni disabili.\r\n\r\nDocenti di sostegno mancanti\r\n\r\nIl dato emerge da un incontro avvenuto in mattinata con i dirigenti degli uffici scolastici provinciali nella sede dell’Usr Puglia. Un centinaio di posti in meno che ancora non sono stati occupati perché le graduatorie sono totalmente esaurite, ovvero non ci sono insegnanti con i requisiti ancora disponibili. “Gli uffici scolastici provinciali – prosegue la Cammalleri – ora faranno le convocazioni tra i docenti di posto comune, quindi senza specializzazione”. Secondo i dati dell’Usr i posti totali per il sostegno in Puglia sono circa 3mila, numero che le graduatorie ad esaurimento non riescono a completare. “Abbiamo assegnato – conclude la Cammalleri – oltre 2800 posti, ce ne rimangono comunque scoperti poco più di un centinaio, dalla prossima settimana ripartiremo con le convocazioni. Qualche volta però i docenti non accettano i posti e quindi ci ritroviamo punto e daccapo”.\r\n\r\nLa situazione per gli altri docenti\r\n\r\nVa meglio invece per le cattedre comuni, quelle cioè a disposizione di insegnanti senza una specializzazione per l’insegnamento ad alunni disabili. Secondo la dirigente infatti tutti i posti sono stati coperti, tranne pochi nella provincia di Foggia. Le operazioni di nomina, come assicura la Cammalleri, dovrebbero concludersi però la prossima settimana, in modo tale da assicurare che anche gli istituti sul territorio abbiano il corpo docenti al completo. Con buona pace di chi,  vedi insegnanti neoassunti – i “nastrini rossi” – e precari, da tempo porta avanti una guerra per poter trovare lavoro in Puglia.\r\n\r\nLa scorsa settimana, infatti, entrambe le categorie avevano protestato per richiedere maggiore stabilità e assegnazioni sul territorio. “I posti in Puglia ci sono – aveva spiegato Francesca Marsico, coordinatrice regionale dei nastrini rossi -. Non capiamo perché l’algoritmo della legge sulla ‘Buona scuola’ ci costringa ad andare al nord Italia quando qui c’è carenza di personale specializzato”.


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