Animali notturni – si muore un po’ per poter vivere (Recensione)

Dal 17 novembre nei cinema italiani, "Animali notturni" è la trasposizione cinematografica del romanzo di Austin Wright "Susan e Tony". Il film ha vinto il Gran premio della Giuria alla 73sima edizione della Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia

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Susan (Amy Adams) e Edward (Jake Gyllenhaal) si incontrano a New York, esuli culturali della provincia americana. Da sempre invaghiti l’una dell’altro, si frequentano, si sposano, si lasciano. L’assoluta normalità del fallimento di una relazione scava un vuoto nelle loro anime, elaborato in diciannove anni di lontananza. Un giorno, però, Susan riceve la bozze di un romanzo – Animali notturni – con il resoconto del lutto di Edward, una trasfigurazione violenta del loro distacco.

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Tre racconti avanzano parallelamente, per tutta la durata del film. Cornice della storia, la vita attuale di Susan, la sua frustrazione coniugale e il successo personale sulle quali esercita un distacco sofferente e nevrotico, esasperato da un ambiente asettico e dalla silenziosa e malinconica solitudine della protagonista. Nucleo centrale del film – attorno al quale nasce e si sviluppa tutta la narrazione – il romanzo di Edward, racconto di una quotidianità serena brutalmente spezzata da una notte in Texas in cui lui, sua moglie e la loro figlia adolescente finiscono nel mirino di un branco di animali notturni. Infine, il ricordo dell’amore dei due protagonisti e dello scialbo ritorno di Susan sul tracciato familiare, perso ogni slancio giovanile e ogni coraggio sentimentale. Ogni sequenza, pur appartenendo a un piano narrativo differente, concorre a costruire un quadro complesso di inquietudine e perdita. Animali notturni è un raffinato racconto psicologico di elaborazione di un lutto relazionale e delle due antitetiche esigenze di rimozione e rivalsa. Come in una terapia, Tom Ford scava nel passato della coppia e ne individua le falle strutturali, presentando con disincanto l’ineluttabilità del fallimento: da un lato Susan alla prese con la sua soffocante eredità familiare, chiusa in un corto circuito di pregiudizi e tradimenti, dall’altro, Edward, vittima dell’illusione dell’amore, vessato continuamente dalla definizione di debole.

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Amy Adams“Tua moglie ti vuole, grand’uomo!”

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Animali notturni è anche un’intensa riflessione sul ruolo subimatore dell’arte nella vita dell’uomo. Il personaggio di Edward, tipico inetto della letteratura contemporanea, uomo senza qualità, amato per puro spirito di ribellione e abbandonato insieme agli ideali di gioventù, si sforza di espiare il suo dolore nella trasformazione in Tony Hastings – suo alter ego letterario – e nella morte violenta di Susan/Laura (Isla Fisher) e sua figlia India (Ellie Bamber). Se Edward, uomo normale in una vita normale, soccombe di fronte alla sottile violenza del tradimento, Tony riscopre, nell’eccezionalità dell’omicidio, una sua virilità vendicativa e giustiziera. Davanti all’ennesimo colpo al suo valore, sfidato dalle parole dell’assassino della sua famiglia (Aaron Taylor-Johnson), Tony libera Edward da ogni accusa di inadeguatezza e soffoca nel sangue la sudditanza sociale e caratteriale che ha esasperato il suo matrimonio. Allo stesso tempo, nell’immaginazione proiettiva di Susan che legge il romanzo, il cadavere del suo alter ego Laura è ritrovato nella posa e nei colori delle sculture che la circondano ogni giorno, segno di una consapevole morte in vita del personaggio, ormai svuotato di ogni emozione positiva.

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Animali notturni
Animali notturni
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Tom Ford porta a casa con Animali notturni una prova autoriale ben riuscita, con un prodotto – nella sua complessità di temi e trama – ben confezionato. Magistrale la regia nella scena portante del film – l’incidente tra la famiglia Hastings e il branco, che porta al rapimento, allo stupro e all’omicidio delle due donne – che rende in maniera estremamente efficace il crescendo di tensione e di impotenza dei personaggi. Notevoli, inoltre, le performance attoriali dei due protagonisti e dei loro comprimari, su tutti Michael Shannon, perfettamente a suo agio nel ruolo dello sceriffo texano Bobby Andes. Questi elementi, insieme a un montaggio in grado di rendere il palleggio narrativo tra passato, presente e immaginazione, permette ad Animali notturni di candidarsi a essere uno dei film più interessanti nella grande distribuzione di questa stagione cinematografica.


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