\r\n

Il dietrofront del presidente del Consiglio comunale Pasquale Di Rella è stato criticato dalle opposizioni. Dai Conservatori gli strali del deputato Antonio Distaso e del responsabile provinciale Davide Bellomo: “Avevamo sperato in un sano sussulto di Politica all’interno del Consiglio comunale di Bari. Nel volgere di pochi giorni, tutto si è risolto in un balletto interno alla sola maggioranza consiliare, le cui motivazioni, tanto prima quanto oggi, restano incomprensibili ai più. Piccoli ricatti e mediocri giochetti di Palazzo? Diremmo proprio di sì”. Nei fatti Di Rella in consiglio comunale poteva rappresentare un battitore libero, in grado di dare un segnale delle difficoltà del sindaco e dei suoi collaboratori nelle scelte cruciali per la città. Il ritorno sui suoi passi invece consente a Decaro di chiudere sul nascere una crisi che poteva aprire un fronte interno scivoloso per tutto il centrosinistra.

\r\n

\r\n

Di Rella sembrava voler prendere le distanze dalla giunta Decaro, ma ha poi ritrattato 

\r\n

\r\n

“Il gesto del Presidente del Consiglio comunale di rassegnare le dimissioni – analizzano  ancora – al fine di ‘servire la propria Città da semplice Consigliere’, ci era parso un modo elegante di prendere le distanze da un’Amministrazione comunale largamente fallimentare. Quelle dimissioni, soprattutto, ci avevano fatto presagire una nuova pagina, prospera di vivacità politica, all’interno della massima assise cittadina”.

\r\n

\r\n

\r\n

“Così non è stato. Bari langue – concludono i Conservatori – per mancanza di identità, per incuria, per scarsa sicurezza, per assenza di una visione prospettica. Si dice spesso che i politici siano in buona parte il riflesso della società che li ha espressi. Ci ostiniamo a non voler credere che Bari sia così. Certamente, non merita questo”.

\r\n

© RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE RISERVATA - Borderline24 Il giornale - Ti invitiamo a usare i bottoni di condivisione e a non copiare l'articolo.

LASCIA UN COMMENTO:

Please enter your comment!
Please enter your name here