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È stato testato per la prima volta su un paziente “Inside” – Innovative solution for dosimetry in hadronthreapy -, un sistema innovativo per monitorare l’adroterapia, una terapia oncologica avanzata che cura i tumori non operabili e resistenti alla radioterapia tradizionale. A crearlo non è stato uno studio di tecnici, ma un gruppo di ricercatori delle Università italiane, tra cui il Politecnico di Bari.\r\n\r\nIl progetto “Inside”\r\n\r\n”Inside” è frutto di un progetto di ricerca che è stato coordinato dall’Università di Pisa in collaborazione anche con gli Atenei di Torino e di Roma “La Sapienza”, l’Istituto nazionale di fisica nucleare. La sperimentazione è avvenuta nel Cnao, il centro nazionale di adroterapia, di Pavia. Il macchinario si basa sulla tecnologia dei rivelatori, ed è capace di fotografare ciò che avviene nel paziente durante il trattamento. In adroterapia le cellule tumorali vengono irraggiate con fasci di particelle cariche (protoni o ioni) emessi da un acceleratore. Una tecnologia che si ritrova in solo quattro altri paesi del mondo e che consente, grazie alla sua alta precisione, di minimizzare il danno prodotto ai tessuti sani circostanti. Grazie ad “Inside”, finanziato con un milione di euro nel triennio 2013 – 2016, si può misurare la profondità di penetrazione nel tessuto dei fasci di particelle cariche durante il trattamento.\r\n\r\nL’apporto del Politecnico al progetto\r\n\r\n“Il Politecnico di Bari – dice Francesco Corsi, professore ordinario di Elettronica – ha contribuito nel progetto, allo sviluppo dell’elettronica di front-end (interfaccia) per i rivelatori di fotoni gamma”. Il prof. Corsi, coordinatore del gruppo di ricerca del Poliba al progetto si è avvalso della collaborazione del professore Cristoforo Marzocca, e dei ricercatori, Gianvito Matarrese e Fabio Ciciriello.\r\n\r\n“Inside – conclude Mario Ciocca, responsabile Fisica Medica della Fondazione Cnao – è un sistema che si sta dimostrando affidabile, accurato e non invasivo nel verificare in tempo reale sui nostri pazienti la corrispondenza tra la dose pianificata e quella effettivamente erogata. È un ulteriore salto in avanti in termini di sicurezza e qualità dei trattamenti con adroterapia”.


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