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Alcuni infermieri del Policlinico, dietro il pagamento di 10 o 20 euro, si recherebbero a casa dei pazienti per effettuare i prelievi di sangue. E’ quanto denunciato in un esposto molto dettagliato recapitato ai carabinieri del Nas che hanno già effettuato delle verifiche. Una prima informativa è stata già depositata in Procura, secondo quanto trapela sarebbero una decina gli infermieri che svolgerebbero illecitamente questa attività. Allo stesso tempo anche il Policlinico ha avviato una propria indagine interna e sta collaborando con gli inquirenti per stanare gli “abusivi”.

Secondo quanto messo nero su bianco nell’esposto, gli infermieri per i prelievi utilizzerebbero materiale dell’ospedale. I carabinieri, la settimana scorsa, si sono presentati nel centro di Emofilia e Trombosi per eseguire una serie di controlli che hanno riguardato la trafila dei prelievi e degli esami del sangue, nel corso dei quali i militari hanno requisito un numero imprecisato di provette. I controlli non hanno interessato unicamente il centro ma anche gli appartamenti degli infermieri sotto accusa.

Secondo una prima ricostruzione, una volta eseguito il prelievo l’infermiere portava in laboratorio le provette, eseguendo l’accettazione e tutte le procedure burocratiche. Una volta pronto il referto, lo consegnava al paziente. Gli uomini del Nas stanno verificando se nel caso dei prelievi domiciliari le provette venivano trasportate in condizioni idonee a garantire l’integrità dei campioni.


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