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Giulio ha 9 anni, è un bambino molto vivace, intelligente, ama le automobili e i videogiochi, ma più di tutti c’è un pensiero che occupa la sua mente: Francesca.

Così, trovato un po’ di coraggio, prende carta e penna e scrive un bigliettino e, durante la lezione di grammatica (per lui noiosissima), lo infila nello zaino di Francesca.

“FUOI ESSERE LA MIA FIDANZATA? SI – NO”.

Lei lo legge e scoppia a ridere “fuoi”???

Il vero “cuore” della scrittura è rappresentato dalla conversione del fonema (il suono) in grafema (il codice grafico). La trascrizione del suono “vuoi” in “fuoi” rappresenta un tipico errore fonologico, dato dallo  scambio di un grafema (v) con uno foneticamente simile (f). L’errore può avvenire anche su base ortografica (es. “cinque” diventa “cincue”).

Il bambino con disortografia evolutiva evidenzia una lentezza esecutiva nella realizzazione dei grafemi e spesso errori di varia natura. Questa lentezza non deve essere legata alla prassia della scrittura (il vero e proprio movimento della mano nello scrivere), ma dovrebbe essere attribuita a una carente abilità nella conversione fonema/grafema, oppure a un deficitario richiamo della forma ortografica della parola dal lessico mentale.

Accanto all’esempio sopra citato gli errori frequenti nella scrittura dei bambini con disortografia evolutiva sono:

  • difficoltà nella trasformazione delle conoscenze fonologiche in quelle grafemiche;
  • difficoltà dell’acquisizione delle regole fonologiche;
  • utilizzo scorretto delle regole ortografiche;
  • lentezza nella produzione;
  • errori grammaticali e di spelling;
  • omissioni, inversioni, inserzioni di fonemi;
  • problemi di doppie e di accentazione;
  • difficoltà nell’uso della punteggiatura e nella produzione di parole omofone.

Essenzialmente possiamo distinguere tre tipi di errori: fonologici, lessicali e di altro tipo.

Alcuni esempi di errori fonologici possono riguardare l’omissione di grafemi (“gufo” diventa “gfo”), omissione di una intera sillaba, scambio di grafemi (“foglia” in “voglia”).

All’interno degli errori lessicali possiamo ritrovare delle “separazioni illegali “ (“insieme” diventa “in sieme”), fusioni illegali (es “le sere” in “lesere”), scambio di grafema omofono (“scuola” in “squola”).

Errori di altro tipo (o fonetici) possono riguardare omissione/aggiunta di doppie (“essere” in “esere”) o omissione/aggiunta di accenti (“perche” per “perché”).

Giulio conosce le sue difficoltà di “conversione”, ma proprio non riesce a spiegarle! Perché tutti i suoi compagni non commettono questi errori e lui si? Perché nessuno lo capisce? Perché proprio lui non riesce a discriminare questi grafemi?

È chiaro che I DSA non coinvolgono soltanto l’aspetto scolastico o cognitivo, ma anche l’area emotivo-relazionale, in quanto può essere presente un disagio socio-emotivo. C’è il rischio, per esempio, che Giulio abbassi il livello della sua autostima, che sia sempre più demotivato, che si senta sempre più inadeguato. Nella classe si sente solo e diverso,

La risata di Francesca lo rattrista molto, al punto da decidere di non scrivere più lettere a nessuno, e di non essere più amico di nessuno. Così, afflitto e con le labbra all’ingiù torna al suo banco, ma inaspettatamente  qualcuno alle sue spalle gli sussurra Giulio, non essere triste, io ti capisco! “

Continua…


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