Più postazioni e possibilità di migliore assistenza ai cittadini, per il rilascio della carta d’identità elettronica. È quanto richiesto dal Comune di Bari al ministero degli Interni, per evitare i disagi emersi in città, e in particolare del quartiere Libertà, dopo l’entrata in vigore del nuovo documento, il 27 marzo scorso. “Il nostro obiettivo – ha spiegato in una nota il sindaco, Antonio Decaro – deve essere quello di semplificare la vita dei cittadini e il loro rapporto con la pubblica amministrazione, non di complicarlo ulteriormente con procedure che scoraggiano gli utenti dei servizi. Abbiamo dovuto adeguarci alle indicazioni del ministero ma allo stesso tempo chiediamo con decisione che non siano creati disagi ai cittadini”.

Sono state tante le segnalazioni riguardo i disservizi degli sportelli comunali, tra file estenuanti, impreparazione degli impiegati e un sistema che pone un limite giornaliero al rilascio del nuovo documento, nonostante la procedura in teoria facilitata dalla richiesta online. Proprio nel rione Libertà le settimane scorse si era sfiorata la rissa e sono dovuti intervenire i vigili urbani per evitare che la situazione degenerasse, tra un utente in fila e gli impiegati. Alcuni problemi, infatti, sono sorti anche attorno allo Spid, il Sistema pubblico di identità digitale, che permette di accedere a tutti i servizi online della pubblica amministrazione con un’unica Identità, anch’essa, ovviamente, digitale.

A tal proposito Decaro sottolinea come la strada sia quella di scegliere un unico sistema di accreditamento. “Se questo debba essere lo Spid – osserva il sindaco, nonché presidente nazionale Anci -, va bene purché sia l’unico. Ma allora non ha senso obbligare i cittadini a sottoporsi ad un altro, ennesimo, sistema di identificazione per le prenotazioni di carte di identità e passaporti, come sta accadendo oggi. Non nascondo che, come presidente dell’Associazione comuni d’Italia, sono molto perplesso per il carico di adempimenti supplementare cui sottoponiamo i cittadini e per l’ulteriore esposizione del sistema dei Comuni chiamati a gestire le comprensibili lamentele dei cittadini senza poter dare risposte convincenti. Occorre intervenire con molta urgenza”.

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