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Rose rosse per ricordare e dedicare la marcia nazionale contro la mafia del caporalato a Stefano Fumarulo, il dirigente regionale Antimafia morto mercoledì scorso per un malore. Su facebook c’è chi ha lanciato la proposta che ha trovato già molte adesioni: Fumarulo ha dedicato la sua vita alla lotta alla criminalità ma è stato impegnato attivamente e sempre in prima linea contro il caporalato. Nei giorni del difficile sgombero di Borgo Mezzanone, a Foggia, lui era lì ed è stato uno dei principali protagonisti della fine di quella vergogna.

Intanto, si registra l’adesione alla manifestazione del segretario generale Spi Cgil Puglia Gianni Forte. “A titolo personale aderisco alla marcia nazionale contro la mafia del caporalato che si terrà il giorno di Pasquetta, 17 aprile, a Borgo Mezzanone. Lo faccio perché riveste un valore straordinario. È la prima volta che scendono in campo forze che vanno al di là del sindacato. Nei 40 anni di lotte contro il caporalato che ho vissuto anche da protagonista siamo sempre rimasti isolati da una società civile che non sembrava disposta a sostenerci”.

“La legge contro il caporalato ha già segnato una tappa importante – continua Forte, che aderisce ma non non sarà presente fisicamente a causa di un temporaneo problema di salute –  la marcia di Pasquetta fa cadere un altro muro e segna l’inizio di una fase nuova in cui bisogna provare a unire, a offrire alternative al sistema criminale del caporalato e per sottrarre i lavoratori al ricatto, a sensibilizzare i consumatori perché scelgano di portare sulle proprie tavole prodotti passati da mani di persone libere e non ridotte in schiavitù”.


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