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Vendita di alcolici oltre gli orari consentiti dalla legge, vandalismo e piccoli furti. Allestiti con macchinette automatiche h24 per la vendita e somministrazione di snack, bevande calde o fredde (tra cui birra e superalcolici), i distributori si sono moltiplicati negli ultimi anni soprattutto tra Bari Vecchia, il quartiere murattiano e la zona Carrassi-SanPasquale. Secondo i dati forniti dal ripartizione sviluppo economico del Comune, dal 2014 si è registrato un boom di aperture con 20 nuovi locali automaticizzati.

I divieti non rispettati

Diverse norme vietano la vendita dei soft drink dalle 24 alle 7 – art. 14 bis della legge 125 del 2001 e legge regionale 24 dell’aprile 2015 – con particolare attenzione alla tutela dei minori di anni 16 (art. 689, comma 2). Ma nella pratica la vendita è deregolamentata: su un campione di quattro distributori, i self service in via Quintino Sella, corso Vittorio Emanuele, piazza Mercantile smerciano birra h24 senza richiedere la tessera sanitaria o il codice fiscale (in modo da verificare la maggiore età). In via Giulio Petroni è obbligatorio l’inserimento della tessera ma anche in questo caso non viene rispettato il limite d’orario.

Atti di vandalismo

I distributori automatici sono quotidianamente sotto attacco: furti, vetrine in frantumi, azioni vandaliche delle baby gang, assenza di vigilanza da parte delle forze dell’ordine e nemmeno le telecamere a circuito chiuso sembrano un deterrente efficace. “Evitate di prendere a calci i distributori, i filmati delle telecamere sono consegnati quotidianamente ai carabinieri per essere visionati” si legge su un foglio appeso al muro, intorno scritte e una vetrina in frantumi.

La situazione non cambia anche in altri locali: “E’ stato denunciato il ragazzo con il cane, gli occhiali e un tatuaggio raffigurante una corona per aver portato via l’apri bottigliera, se un c. facevi prima a comprarlo, costa appena un euro” e scrive ancora il commerciante “si ricorda ai genitori dei minorenni che sono responsabili delle azioni e danni dei propri figli”.


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