Pino Gesmundo, segretario regionale della Cgil, interviene sul tema del caporalato e del lavoro: “L’attenzione di intellettuali, artisti, della società civile rispetto ai fenomeni di illegalità e sfruttamento soprattutto connessi alle condizioni di lavoro e vita dei braccianti stranieri in Puglia non possono che far bene, alzare il livello di attenzione di tutta l’opinione pubblica, delle istituzioni, dei media. Non vorremmo però che fosse dimenticato chi su questi temi, a difesa dei diritti di chi lavora, è impegnato ogni giorno.

Abbiamo sempre affermato che la nostra è una battaglia di civiltà, che la nostra regione non può continuare a essere la terra dei caporali e delle mafie, e che quindi è un fronte che dovrebbe vedere tutti uniti dalla stessa parte, certo ognuno con il suo ruolo, le sue idee, i suoi mezzi. Ma vorremmo ricordare che anche a riflettori spenti che ci sono tanti uomini e donne, dei piccoli Di Vittorio possiamo definirli, che spesso silenziosamente e in solitudine operano per rappresentare al meglio le istanze e i diritti di chi è vittima di questo sistema di sfruttamento.

La Cgil Puglia e le Camere del Lavoro saranno impegnate come sempre anche nei prossimi giorni, dal 25 aprile al Primo Maggio, in Capitanata come in Terra di Bari o nel Salento, con iniziative sindacali e culturali. Nella lotta al caporalato noi ci siamo stati e ci saremo sempre, al fianco dei lavoratori. Grazie a questo impegno è stata conquistata una legge che contrasta il caporalato con misure repressive e politiche attive, e ora lo sforzo nostro – e speriamo di tutti – è che questa legge venga fatta applicare”.

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