Ieri mattina, su proposta dell’assessora all’urbanistica Carla Tedesco, la giunta comunale ha approvato l’atto di programmazione per la soluzione urbanistica della maglia n.11 del PRG (destinata ad espansione residenziale C2), in Bari – Santo Spirito, dove è prevista la realizzazione di edilizia residenziale pubblica e privata. La soluzione progettuale proposta e adottata risponde alla strategia del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale e rappresenta una significativa sperimentazione delle linee-guida del Patto città-campagna a livello della pianificazione a scala comunale.

Nei mesi scorsi, grazie ad un lavoro di concertazione elaborato in sede di tavolo tecnico, che ha visto la partecipazione dell’amministrazione comunale e dei rappresentanti del consorzio San Giacomo, proponenti del piano di lottizzazione, si è giunti ad una soluzione condivisa che contempla una rimodulazione della proposta di piano attuativo. Nel nuovo schema insediativo sono state introdotte una serie di modifiche orientate agli obiettivi di qualità paesaggistica e territoriale che l’amministrazione ha fatto propri recependo le linee guida del PPTR.

L’accordo raggiunto stabilisce che tutti gli edifici previsti all’interno del piano di lottizzazione siano contenuti entro l’area più vicina all’abitato esistente del quartiere San Pio. Inoltre, allargando lo sguardo all’intero quartiere, e constatata la presenza nell’area di suoli di proprietà comunale, il Tavolo tecnico ha messo a punto uno schema planimetrico complessivo che prevede la localizzazione delle volumetrie ad est dell’impluvio D’Oria, che costituisce un confine naturale, con notevoli vantaggi sia in termini di riduzione del consumo di suolo sia in termini di riqualificazione paesaggistica (in connessione con la più ampia area del Parco agricolo delle Torri e dei casali del Nord Barese). Si è così aperta una interessante prospettiva progettuale sulla rigenerazione dell’ambito esistente da attuare con un PIRU – Piano integrato di rigenerazione urbana, attraverso cui delocalizzare parte delle volumetrie previste nel PdL nelle aree di proprietà comunale.

Tali aree, ubicate nella parte nord del quartiere San Pio e, ad oggi, non utilizzate, costituiscono elementi di separazione fisica tra gli edifici già esistenti, ostacolando le relazioni di vicinato e gli usi quotidiani dello spazio pubblico.

Tra le modifiche concordate al Tavolo la riduzione della viabilità di lottizzazione e delle sezioni stradali, l’accorpamento delle aree destinate a spazi pubblici per consentirne una maggiore fruibilità, il mantenimento della viabilità rurale esistente, la realizzazione di vaste aree del parco agricolo multifunzionale dove sperimentare nuove forme di aggregazione e condivisione.

Questa operazione di urbanistica concertata ha consentito di individuare una soluzione progettuale che rende le previsioni di PRG, risalente agli anni ’70 ma attualmente ancora in vigore, in linea con il nuovo indirizzo regolativo e strategico del PPTR.

“Il lavoro prodotto dal tavolo tecnico – spiega Carla Tedesco – è per molti versi un risultato significativo di un nuovo approccio alle trasformazioni urbanistiche, sia per quanto riguarda il metodo concertativo adottato, sia per quanto riguarda l’esito progettuale. In questi mesi, infatti, tecnici del consorzio e tecnici della ripartizione hanno lavorato insieme per produrre una proposta progettuale che ha consentito, da un lato, di attivare una sperimentazione per il recepimento delle linee guida del PPTR a scala comunale in un territorio particolarmente delicato dal punto di vista progettuale, come il margine città-campagna; dall’altro, di aprire una importante prospettiva di rigenerazione per il quartiere San Pio, che dovrà necessariamente riguardare non solo lo spazio fisico ma anche gli aspetti sociali, culturali e di sviluppo economico. Nella definizione complessiva del piano abbiamo tenuto conto della varietà di offerta abitativa (edilizia privata e edilizia pubblica) presente nel piano, in modo da favorire un mix sociale che contribuirà alla rigenerazione del quartiere. Questo rispondendo alle aspirazioni dei soci delle cooperative ad avere una casa,  migliorando al contempo la qualità della vita degli attuali residenti. Gli elementi del paesaggio diventano elementi generatori di un nuovo modo di fare città. Il Parco agricolo potrà essere per il quartiere un elemento importante di sviluppo basato sullo sviluppo della filiera dell’agroalimentare, anche a fini turistici”.

Più nel dettaglio, la progettazione che sarà sviluppata a partire dallo schema planimetrico approvato sarà orientata al rispetto dei seguenti obiettivi:

  1. a) contenere il consumo del suolo, riducendo le aree oggetto di trasformazione urbana, considerando il cosiddetto Impluvio D’Oria, quale limite ideale di passaggio dall’ambito urbano alla campagna.
  2. b) liberare dall’edificazione le aree poste a ovest dell’Impluvio D’Oria, allocandovi le aree a standards in modo da consentire il loro utilizzo per la realizzazione del Parco Agricolo Multifunzionale da rendere fruibile ai cittadini.
  3. c) salvaguardare gli ulivi presenti nella maglia d’intervento, limitando, per quanto possibile, il loro spostamento.
  4. d) ridurre l’incidenza della viabilità pubblica e di lottizzazione, ottimizzando l’organizzazione dell’insediamento, nel rispetto dei segni distintivi del territorio rurale.
  5. e) ridefinire il modello insediativo e le tipologie edilizie secondo logiche atte a razionalizzare e migliorare i valori percettivi e le visuali verso la campagna e viceversa.
  6. f) adottare criteri di sostenibilità ambientale dei fabbricati.
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