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Oltre cento firme raccolte tra i dipendenti del Tribunale civile e un aut-aut perentorio: o entro il 3 luglio viene risolta l’emergenza caldo all’interno del palagiustizia di piazza De Nicola, con l’attivazione di apparecchi di climatizzazione portatili, oppure gli uffici più sofferenti vanno chiusi temporaneamente.

I lavoratori del Tribunale civile di Bari sono sul piede di guerra, la situazione all’interno dell’edificio è diventata insostenibile per colpa delle temperature molto alte e dell’impianto di climatizzazione non funzionante. In settimana una persona è stata colta da malore, è svenuta ed è stato necessario l’intervento del 118. Ma non è l’unico episodio, quotidianamente si registrano malesseri. La Federazione Intesa Funzione Pubblica, per voce del segretario regionale Maria Pia Erriquez, aveva già sollecitato – con un documento scritto – gli organi competenti ad intervenire per risolvere il problema. Ma, ad oggi, nulla è cambiato.

In molti uffici e diverse aule la situazione è emergenziale e – secondo i lavoratori – è ormai messa a rischio la salute di dipendenti, avvocati, magistrati e utenti. Per questo sono state raccolte oltre 100 firme per invocare, ancora una volta, un intervento, Erriquez ha scritto un’altra lettera dando una sorte di ultimatum: acquistare, entro il 3 luglio, apparecchi di climatizzazione e/o deumidificazione che possano alleviare le condizioni, oppure procedere – se la spesa non fosse sostenibile – alla chiusura temporanea degli uffici.


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