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Bari, neonata morta per lite fra medici: alla famiglia 440mila euro di risarcimento

Pubblicato da: redazione | Lun, 4 Settembre 2017 - 11:00
di venere

Un assegno di 440mila euro di risarcimento stragiudiziale ai coniugi Visaggio di Corato per la morte della figlia, vittima di un «litigio» tra due medici che si contendevano la sala operatoria. Lo scrive la Gazzetta del Mezzogiorno, che aveva denunciato l’accaduto ad aprile. Sotto accusa otto medici del Di Venere, sottoposti a indagine penale e a procedimento disciplinare le cui risultanze dovrebbero essere formalizzate nei prossimi giorni.

La piccola che nacque morta nell’ospedale Di Venere pagò un’ora e mezzo di ritardi, aspettando una sala operatoria che rimase vuota per tutto il tempo perché un medico ne rivendicava l’uso per un caso (appendicite) che, probabilmente, era meno grave di un parto cesareo urgente. Il 30 aprile del 2016 Marta Brandi, alla 41esima settimana di gravidanza, venne ricoverata al Di Venere con l’aspettativa di affrontare un parto normale, dopo una gravidanza serena. Una lieve sofferenza fetale avvenuta nella sala del travaglia e aggravata dopo la somministrazione di ossitocina, il farmaco per stimolare il parto, fece propendere i sanitari per un cesareo “urgente”.

Come racconta la Gazzetta, essendo impegnata la sala utilizzata dall’Ostetricia per due cesarei programmati, fu necessario ripiegare sull’altra sala operatoria, quella della Chirurgia generale. Il primario di chirurgia sostenne che stava per arrivare un paziente con un’appendicite. L’unico anestesista disponibile suggerì di procedere con il cesareo, ma – come scriverà in una relazione – venne “dissuaso dalle rimostranze dei chirurghi che in maniera perentoria e ad alta voce, asserivano che nella sala di chirurgia generale potevano operare soltanto loro”. Il chirurgo ha poi precisato di non essere stato informato dell’urgenza dell’intervento ostetrico. L’intervento di appendicite fu effettuato tre ore dopo. Marta fu operata invece un’ora dopo in un’altra sala resasi disponibile. Troppo tardi per salvare sua figlia.

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