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Neonata morta dopo il litigio tra medici, l’Asl Bari: “Pagheranno i responsabili”

Pubblicato da: redazione | Lun, 4 Settembre 2017 - 18:15
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“A pagare saranno i responsabili”, così l’Asl Bari annuncia che si rivarrà sui suoi dipendenti che saranno giudicati, eventualmente, colpevoli della morte della neonata di Corato avvenuta al Di Venere. “Intendo fare alcune precisazioni – dichiara il direttore generale dell’Asl Bari, Vito Montanaro – sul caso che ha determinato il risarcimento stragiudiziale per una coppia di Corato dopo il decesso della neonata provocato da ritardata esecuzione di parto cesareo all’ospedale Di Venere per la sala operatoria contesa tra medici”.

L’Ufficio dell’Asl “Procedimenti disciplinari” ha concluso l’istruttoria proponendo alla direzione generale le sanzioni disciplinari da irrogare. “In questa fase – prosegue Montanaro – la proposta è stata esaminata dall’area del Personale che ha proposto i provvedimenti da adottare. Vogliamo che sia chiaro un punto: sono state approfondite e appurate dall’ufficio Procedimenti disciplinari, garantendo il contraddittorio, tutte le responsabilità aventi rilevanza disciplinare. Sebbene nulla potrà ripagare la scomparsa di una neonata rispetto alla quale voglio nuovamente manifestare la totale vicinanza umana e personale alla famiglia di Corato, ci tengo a sottolineare che anche dal punto di vista economico l’intera cifra del risarcimento stragiudiziale potrà essere completamente recuperata, tramite azione di rivalsa prevista dalle norme di legge, su coloro che saranno definitivamente individuati in sede giudiziaria come i responsabili della vicenda. Con l’adozione dell’atto deliberativo saranno formalizzati gli esiti della indagine interna della Asl Bari che segue il principio della verità, decisione che oggi si rende ancora più indispensabile per tutelare il buon nome e l’immagine delle strutture facenti capo all’Asl, compresi tutti i professionisti e i lavoratori che svolgono quotidianamente i loro compiti con operosità, diligenza ed etica nell’interesse degli utenti”.

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