L’esplosione di Cissè, la continuità di Improta, la difesa a tre. E le convinzioni di Grosso, che sorprende tutti con una formazione inattesa per modulo e uomini e viene ripagato dai suoi uomi con una vittoria netta e una prestazione con poche sbavature, che pure hanno rischiato di rovinare la festa. Tante luci, qualche ombra nel 3-0 del Bari alla Ternana, i cui demeriti hanno contribuito a facilitare il compito di Micai e compagni.

Perché l’atteggiamento spregiudicato della Ternana (Pochesci in avvio ha osato il 3-3-3-1) e gli errori di Valjent – assist involontario a Cissè per l’1-0, dormita che ha lanciato Improta sul 2-0 – hanno fatto sì che il Bari potesse chiudere la partita in appena venti minuti. Fra i due gol, l’ormai classico “svarione difensivo” che l’ex Marino Defendi – giustamente applaudito a fine partita dai suoi ex tifosi – per poco non puniva: è stata la traversa a negargli l’1-1. Una delle poche pecche nella prestazione solida di Busellato, che poteva complicare il tragitto verso la vittoria.

Ancora più grave l’errore di Capradossi, che all’inizio del secondo tempo ha spintonato in maniera evidente Albadoro in piena area. Per fortuna dei biancorossi l’attaccante, altro ex (fischiato dai tifosi baresi), ha spiazzato Micai spedendo però fuori il pallone. Pochi minuti dopo una triangolazione fra Cissè e Iocolano ha liberato davanti al portiere il guineano: nulla ha potuto Plizzari, 19enne scuola Milan, che prima dell’intervallo aveva dato un saggio delle sue qualità negando il gol a Busellato e Capradossi.

Grosso può sorridere, comunque. Per aver trovato una vittoria netta malgrado l’indisponibilità di D’Elia, le condizioni non ottimali di Brienza e Galano e la scelta di tenere fuori dai titolari Nenè e Floro Flores (reduce da due partite “piene”, come le ha chiamate Grosso), i due centravanti schierati con la Cremonese. Cissè è stato cinico e dirompente, ben supportato dal volitivo e utile Iocolano. Improta (5 gol in 6 partite) ha confermato di avere corsa, “killer instinct” e intelligenza tattica. La difesa a tre ha dato maggiori garanzie, al netto dei limiti e degli errori individuali. E le scelte di Grosso, che ha spiegato di voler schierare gli uomini migliori anche in base all’avversaria di turno, si sono rivelate vincenti.

Ora bisogna muovere la classifica anche in trasferta, cambiare marcia anche lontano dal San Nicola, dopo le sconfitte di Empoli e Frosinone. Sabato 30 settembre c’è Spezia-Bari. E’ presto per parlare di zona play-off, ma restarci stabilmente potrebbe non essere soltanto un’illusione di inizio autunno.


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