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Finisce il budget e gli esami e le visite specialistiche vengono rinviate all’anno prossimo. Succede, sistematicamente, anche in Puglia, dove le prestazioni specialistiche nell’ultimo trimestre dell’anno calano vertiginosamente: -7,5% rispetto al primo trimestre.

E’ quanto emerge da un rapporto nazionale elaborato da Polis Lombardia e pubblicato dal Corriere della Sera, il dato nazionale impressiona: si passa dai 189,6 milioni di prestazioni ambulatoriali del primo trimestre, ai 170,5 milioni di ottobre, novembre e dicembre. Quasi 20 milioni in meno. Motivo? Gli ospedali a settembre hanno già esaurito il loro budget di spesa assegnato a livello regionale, quindi devono rinviare le prenotazioni non urgenti. Ma così facendo, ovviamente si allungano le liste di attesa.

Le Regioni rimborsano le prestazioni (Tac, risonanze, visite specialistiche) che vengono erogate ai pazienti sulla base di un budget definito struttura per struttura. Nel pubblico, i direttori generali che lo sforano rischiano di perdere il posto; invece i privati accreditati, una volta raggiunto il tetto di spesa, non vengono più rimborsati, dunque rischiano di rimetterci. Il principio, legato alla legge 502 del 1992, è che gli ospedali, come una qualunque azienda, devono chiudere il proprio bilancio in pareggio. Però, le conseguenze ricadono sui pazienti, obbligati ad attese più lunghe o costretti a rivolgersi al privato.


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