Il Tribunale di Trani ha assolto “perché il fatto non sussiste” i nove imputati nel processo su una presunta illecita gestione dell’impianto di incenerimento dei rifiuti della cementeria Buzzi Unicem di Barletta.

Alcune settimane fa, al termine di un processo celebrato con il rito abbreviato, erano stati assolti anche gli altri otto imputati, tra dirigenti e funzionari di Arpa Puglia. Oggi il Tribunale ha escluso ogni responsabilità per gli amministratori della società Buzzi Unicem di Casale Monferrato (Torino), Silvio Picca e Pietro Buzzi, per i rappresentanti legali delle aziende che conferivano nell’impianto, Giuseppe Angelo Dalena della Dalena ecologia di Putignano e Ruggiero Rosario Bruno della Trasmar di Barletta, i membri del comitato tecnico della Provincia BAT che rilasciarono la valutazione di impatto ambientale nel 2011, Pasquale Antonio Cafieri, Giancarlo Chiaia e Giampaolo Sechi, e i due dirigenti della Regione Puglia Giuseppe Tedeschi e Francesco Paolo Garofoli.

Gli imputati rispondevano, a vario titolo, di cooperazione colposa in disastro ambientale, di reati in materia di gestione e smaltimento dei rifiuti e, i pubblici funzionari, di falso ideologico e omissioni. Secondo l’iniziale ipotesi dell’accusa, che poi ha chiesto l’assoluzione di imprenditori e dirigenti pubblici, la cementeria avrebbe violato il piano regionale di gestione dei rifiuti ottenendo indebitamente una autorizzazione ad aumentare la quantità di quelli speciali da incenerire, passando da 51.000 a 65.000 tonnellate annue.

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