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«Gli immigrati tendono a utilizzare i servizi ospedalieri in modo più contenuto rispetto ai cittadini italiani». È quanto rileva l’Eurispes nel suo Rapporto Italia 2019 presentato oggi a Roma, all’università La Sapienza, spiegando che «i cittadini stranieri rappresentano circa il 6% dell’ospedalizzazione complessiva nel nostro Paese».

Risultano sopra la media i ricoveri ordinari in Emilia Romagna (7,9%), Umbria (7,5%), Veneto (7,4%), Lombardia (7,1%) e Lazio (7%) – scrivono gli autori del report nella scheda dedicata al diritto alla salute degli stranieri residenti in Italia – Particolarmente al di sotto della media, invece, i ricoveri in Sardegna (1,6%), Sicilia (2,2%), Campania (2,3%) ePuglia (2,6%). Quanto alle cause di ospedalizzazione, riguardano essenzialmente la fisiologia, le accidentalità (incidenti stradali e sui luoghi di lavoro) e per le donne motivazioni riguardanti la riproduzione.

Anche nel rapporto Eurispes, come in quello presentato di recente dall’Organizzazione mondiale della sanità, si fa presente che, secondo diverse relazioni e dossier, al loro arrivo i migranti, oltre alla scarsissima rilevanza di malattie infettive, presentano buone condizioni generali di salute che peggiorano a seguito della continua esposizione a fattori di rischio dovuta a condizioni di povertà. Nel 2016, viene ricordato da Eurispes, il numero di stranieri presenti in Italia era stimato in 5,5 milioni, di cui poco più di 5 mln residenti, pari all’8,3% della popolazione complessivamente residente in Italia


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