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I volontari di Retake Bari, insieme a tante associazioni di ciclisti e ambientalisti, chiedono un’inversione di rotta sulla viabilità urbana in favore degli spostamenti in bicicletta e monopattini elettrici.

“Le ciclabili light – scrive Retake Bari sui social network – sono una boccata di ossigeno ed una pietra miliare nella storia cittadina. È una luce in fondo al tunnel. Guardando la classifica del Sole 24 Ore ci rendiamo conto di quanto Bari sia indietro. Una città senza verde 87esima su 104 censite,con poche piste ciclabili (67esima) e tantissimi incidenti (91esima) , è una città che deve cambiare passo. Incentivare l’uso della bici vuol dire ridurre smog e rumore inoltre chi va in bici gode di un migliore stato di salute e si ammala meno”.

“Adesso però chiediamo a tutti uno sforzo! Andiamo oltre i problemi dell’immondizia che può invadere la pista o della doppia fila ormai istituzionalizzata, pensiamo alla città del futuro, quella che tra qualche anno vedrà car e bike sharing diffusi, quella dei grandi parcheggi di scambio e dei taxi agevolati per raggiungere le zone della movida. Serve una città più pulita, vivibile , meno inquinata e per arrivare all’obiettivo serve scardinare quel mondo fatto di cattive abitudini e pessima vision e progettualità che hanno reso Bari nei decenni un grande parcheggio, una città a misura di auto anziché di bambino”.


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