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Non sarà l’antidoto per l’inquinamento del mare di Bari, ma il Circolo della Vela questa mattina ha messo mostrato l’efficacia del primo Seabin. Uno strumento innovativo – nel 2018 pluripremiato per innovazione e difesa dell’ambiente – in grado di sottrarre al mare plastica, microplastica, idrocarburi e microfibre dall’acqua. (video in basso)

Il filtro marino è stato posizionato nel porto vecchio di Bari, a poca distanza dal teatro Margherita e dal molo San Nicola. L’operazione è stata voluta ed in parte finanziata dal Rotaract Bari e dal Rotary Club Bari, oltre che dal Circolo della Vela che ne assume la manutenzione. Il materiale che galleggia, dopo l’aspirazione viene raccolto in un retino sottostante che dovrà essere svuotato giornalmente.

“E’ un atto concreto di chi vuol bene al nostro mare – ha commentato durante l’inaugurazione l’assessore Pietro Petruzzelli – un gesto simbolico che non potrà risolvere i problemi dell’inquinamento ma una importante manifestazione di sensibilità ambientale. Chi ama il mare lo protegge e lo difende”.

Si tratta di un congegno ideato da due surfisti australiani Pete Ceglinski e Andrew Turton per combattere l’inquinamento negli oceani. Un cestino galleggiante che risucchia e raccoglie i rifiuti dall’acqua, tra cui le microplastiche. Efficace soprattutto in aree come i porti, dove si accumulano i detriti, è in grado di catturare più di 500 chili di rifiuti all’anno. Nel 2018 Seabin è stato pluripremiato per innovazione e difesa dell’ambiente.

In quel tratto di costa del capoluogo pugliese, soprattutto in seguito alle mareggiate, si accumulano ciclicamente bottigliette di plastica e pezzi di polistirolo tra i “gozzi”, le storiche barche dei pescatori.


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