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“No ad una sanità disumana”, l’appello del sindacato pugliese dei medici

Pubblicato da: redazione | Ven, 10 Luglio 2020 - 20:00
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Una lettera aperta indirizzata alle istituzioni locali, ai direttori generali delle Asl provinciali, alla Federazione italiana dei medici di medicina generale e al Sindacato nazionale autonomo dei medici italiani. Il tutto per chiedere che venga valorizzata la figura dei medici sul territorio pugliese. L’iniziativa parte dal segretario regionale del sindacato medici italiani, Francesco Pazienza, che pone all’attenzione degli interlocutori la necessità di riportare al centro il ruolo tra medico e pazienti, seppur nella naturale evoluzione tecnologica della professione, per scongiurare l’ipotesi di una “sanità territoriale disumana”.

Nodo della questione, stando alle parole di Pazienza, l’apparente condanna da parte degli enti locali del modello sanitario lombardo – che vede una deriva privatistica e una visione ragionieristica della sanità, con un ridimensionamento della sanità locale – ma, di fatto, un atteggiamento che lo ripropone nella sostanza.

“Il progetto regionale H-Casa è un esempio in cui il territorio attraverso l’uso di piattaforme riduce il professionista che vi opera al ruolo di operatore di call center e mini C.U.P. – spiega il segretario regionale del sindacato, che prosegue – L’offerta tecnologica quale la telemedicina, il monitoraggio in remoto e le piattaforme sono strumenti certamente utili al lavoro del medico ma non potranno mai sostituire la clinica e la relazione medico-paziente”.

Una posizione molto netta, quella del sindacato dei medici italiani, che invita ad un costante dialogo tra gli enti territoriali e gli operatori sanitari: “La sanità deve continuare a muoversi su due direttrici: ospedale e territorio – spiega Francesco Pazienza, che conclude – quest’ultimo va potenziato certamente con l’ausilio della tecnologia ma valorizzando le figure dei medici di famiglia e dei medici che operano sul territorio insieme agli infermieri e ai collaboratori di studio, come dimostrano quelle realtà ove tale modello, per iniziativa dei medici, è già operante.

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