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“Abbiamo deciso di scrivere questa lettera perché il servizio sanitario nazionale è ad un punto cruciale e crediamo sia giunto il momento di cambiare passo, ma soprattutto perché vogliamo che nessuno giochi con il futuro della medicina generale e dei giovani medici di famiglia”. Comincia così la lettera scritta da 143 giovani medici pugliesi trasmessa anche al ministro Roberto Speranza e al governatore Michele Emiliano, oltre che diretta alla stessa categoria medica.

“Siamo in un momento cruciale – si legge – nel quale ormai sono messi in discussione ruolo e autorevolezza della medicina generale all’interno del Sistema sanitario nazionale. E proprio in questo momento ci colpiscono e ci lasciano perplessi le polemiche relative all’esecuzione dei test sierologici per il personale scolastico, da parte di alcune associazioni di categoria e di singoli colleghi che, rifiutando di svolgere tale attività, pare siano disinteressati a garantire una partecipazione attiva a fronte di un minimo incremento del carico di lavoro richiesto. Come giovani medici di famiglia, riteniamo sia di vitale importanza un radicale cambio di passo. Non è il tempo di tirarsi indietro, ma di dimostrare responsabilità e di recuperare il nostro ruolo. Non è a nostro avviso ammissibile che in una nazione in stato di emergenza si intralcino attività utili alla ripresa di una istituzione cardine della democrazia, come la scuola, per questioni strumentali, di mancati (ed esigui) compensi o di demotivazione”. E ancora: “Sono a nostro avviso – sostengono – imprescindibili e urgenti investimenti che consentano a tutti i medici di lavorare sin dall’avvio dell’attività in associazione e con personale di studio; strumentazione per la diagnostica di primo livello; abolizione piani terapeutici ed esenzioni per le principali patologie croniche; una informatizzazione vera”.


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