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Il killer di Nizza Brahim Aoussaoui sarebbe giunto a Lampedusa lo scorso 20 settembre quando si verificò un boom di sbarchi: venti barconi carichi di migranti arrivarono sull’isola. Venne portato all’hotspot di contrada Imbriacola dove è stato circa 24 ore, il tempo d’essere sottoposto a tampone anti-Covid e di vedersi notificare l’esito. Il giorno dopo il tunisino venne imbarcato – assieme a tanti altri connazionali – sulla nave quarantena Rhapsody che fece rotta verso Bari.

Conclusa la sorveglianza sanitaria, dopo un nuovo esito negativo del tampone, il giovane è stato sbarcato. Il suo nominativo è finito nell’interminabile elenco di coloro – accade per tutti i migranti – che appena sbarcano in Italia vengono iscritti nel registro degli indagati per immigrazione clandestina. Brahim Aoussaoui risulta infatti essere indagato dalla procura di Agrigento. Dopo la tragedia di Nizza, tutte le autorità investigative agrigentine si sono messe a lavoro per ricostruire le tappe fatte dal giovane tunisino.


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