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“Vinciamo se rispettiamo le regole. Ma quali regole se ognuno fa come gli pare?” A parlare, con amara ironia, è il segretario della Cgil di Bari, Gigia Bucci, che esprime il suo parere critico contro il Decreto dello scorso 3 novembre che, a detta della stessa rappresentante sindacale, sarebbe “pieno di contraddizioni e criticità soprattutto in merito al settore commercio”. Motivo per cui la Cgil barese chiede un incontro urgente con il prefetto e con il sindaco di Bari.

“La Camera del Lavoro Metropolitana e provinciale, insieme alla categoria del Commercio, la Filcams, chiede immediatamente di chiarire la questione delle chiusure dei centri commerciali nel fine settimana”, si legge nella nota diffusa, quest’oggi, dal sindacato. Il nodo ruota intorno al fatto che, nonostante nel nuovo Dpcm sia stabilito che “nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole”, tante sono le segnalazioni che giungono ai referenti sindacali, circa la decisione di alcuni commercianti di tenere aperti i propri esercizi.

“In queste ore – tuona Antonio Miccoli, segretario generale Filcams Cgil Bari – stiamo ricevendo informazioni dai lavoratori del settore che ci comunicano che moltissime aziende presenti nel nostro territorio, con grandi e medie superfici, hanno deciso tenere aperti i propri punti vendita nelle giornate festive e prefestive in quanto free-stand fuori dai centri commerciali. Alcune di queste aziende come Ikea – prosegue il referente sindacale – ritengono inoltre di rientrare tra le attività essenziali e quindi di poter restare comunque aperti. È evidente la confusione che si sta generando e la necessità di chiarire subito per il bene dei cittadini tutti e per la tutela della salute dei lavoratori”.

Per fronteggiare questa situazione di confusione, i sindacati chiedono al sindaco di Bari, Antonio Decaro, di ordinare la chiusura di tutte le attività commerciali, ad eccezione di cefarmacie e parafarmacie. “Non possiamo essere costretti a ricorrere ogni volta allo sciopero – spiegano – Sono davvero tanti i lavoratori che in queste settimane hanno dimostrato responsabilità e professionalità lavorando con un alto tasso di rischio soprattutto la domenica e nei giorni di festività a causa del contingentamento non controllabile della clientela. Bisogna tutelarli. L’apertura domenicale o festiva non è indispensabile – concludono i rappresentanti delle sigle sindacali – Non costringeteci a scioperare ancora producendo un danno economico a carico dei lavoratori”.

(foto code nei fine settimana nei centri commerciali)


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