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Nelle terapie intensive pugliesi sono ricoverati 131 pazienti Covid, i posti letto riservati per l’emergenza coronavirus sono 263: vuol dire che è già saturo il 50% delle rianimazioni.

Suona un altro campanello di allarme in Puglia e il peggio, secondo le stime di Aress, deve ancora arrivare. L’Agenzia regionale ha, infatti, stimato che entro fine novembre i pugliesi ricoverati in totale saranno 2.600, considerando che mediamente il 10% deve ricorrere alla intensiva vorrebbe dire circa 260 pazienti nelle rianimazioni. Ovvero, sold out già il 30 novembre. A quel punto, alla Regione non resterebbe che andare a riconvertire altre terapie intensive, andando a togliere ulteriore spazio all’assistenza ordinaria: la Puglia, complessivamente, dispone di 369 posti letto nelle rianimazioni da Foggia a Lecce, oltre questo limite non si può andare. Ma l’obiettivo è non riempirle tutte, altrimenti non ci sarebbe più spazio nemmeno per le urgenze e sarebbe un dramma.

Per questo motivo, nel dipartimento Salute si studiano già altri scenari e soluzioni, tra queste la possibilità di creare reparti mobili. Di cosa si tratta? Una sorta di ospedali da campo, vicini alle strutture sanitarie Covid ma corpi distaccati da creare con moduli prefabbricati. Tra le ipotesi, quella di creare questi reparti nel Tarantino e nel Brindisino, per Bari, invece, ci sarebbe la soluzione della Fiera del Levante. Come avvenuto a Milano, si potrebbero utilizzare gli ampi spazi pubblici della Fiera per allestire una terapia intensiva o semi-intensiva, a seconda delle esigenze. Insomma, non viene lasciato nulla al caso e si studiano soluzioni per scenari drammatici.


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