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Anche la Puglia è tra le Regioni d’Italia che, dopo il 6 gennaio, rischia di subire nuove restrizioni a causa dell’elevato valore di Rt. Il nuovo anno si presenta, infatti, in Italia, con una lenta decrescita della curva del contagio, ma con un indice Rt in aumento, insieme ad un tasso di positività che si attesta al 14,1%. Dati che non sono in grado di scongiurare, allo scadere della validità del decreto Natale, il ritorno del Paese in zona rossa o arancione. 

Sotto la lente, in particolare, i dati delle Regioni Veneto, Liguria e Calabria, il cui valore Rt, secondo l’ultimo report dell’Istituto superiore di sanità, ha già superato la soglia di 1. Seguono la Puglia, la Basilicata e la Lombardia. Secondo quanto dichiarato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte in occasione della presentazione delle restrizioni di Natale, dopo la festività dell’Epifania, per le Regioni d’Italia è previsto il ritorno alla fascia di colore assegnata prima del lockdown di fine anno, cioè una zona gialla generalizzata ad eccezione dell’Abruzzo, che resterebbe arancione. 

L’andamento della curva dei contagi, tuttavia, non rende scontata questa soluzione e per la prossima settimana si prevede, dunque, che il governo torni a pronunciarsi sul tema, dopo le verifiche effettuate dagli esperti sul nuovo report dell’Iss. Ancora non nota la data della riunione della Cabina di Regia per il monitoraggio regionale. Intanto, arriva dalle Regioni la richiesta, che attualmente sarebbe al vaglio dell’Istituto superiore di sanità, di apportare delle modifiche al metodo di assegnazione delle fasce regionali basato sui 21 indicatori. Tra le modifiche proposte, secondo le fonti, un diverso metodo di calcolo dei tamponi antigenici e molecolari effettuati, che potrebbe poi influire sul tasso di positività. Ad essere rivalutata potrebbe essere anche la definizione dei casi e strategie di esecuzione dei test.


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