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L’ordinanza del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sullo stop alla didattica in presenza nelle scuole fino al 5 marzo, ha scatenato la rabbia delle famiglie. Che hanno preso d’assalto i social del governatore, criticando duramente il provvedimento. Soprattutto evidenziandone “l’incongruenza considerando che la Puglia è in zona gialla”,scrivono in molti.
“Scusi – si legge in un commento –  ma perché odia così tanto la scuola? Trauma infantile?Non si spiega con la logica il suo accanimento, sembra che la chiusura delle scuole sia il suo unico scopo di vita”.
“Nel frattempo lunedì mattina – scrive un altro utente – vada lei in azienda a lavorare al posto nostro perché dobbiamo stare a casa coi bambini per la dad. Oppure chiudiamo tutto finché non si vaccinano anche le altre categorie??? Un ‘ordinanza del genere il venerdi notte è da paese del terzo mondo”.
“Purtroppo è una sciagura vivere in Puglia in questo momento per colpa della sua gestione!! Tutti i bar e le piazze piene e le scuole chiuse…questo è il suo ritratto, sacrifichiamo i ragazzi per tenere tutto il resto aperto”, scrive un altro utente. Ed ancora:  “Presidente, come al solito non si smentisce mai. Dia una spiegazione plausibile a questa sua ennesima scelleratezza. È solo un pretesto per chiudere le scuole, dopo essersi reso conto del cospicuo numero di famiglie che non le sono state dietro alle sue vergognose ordinanze precedenti. Rende obbligatorio laddove ha fallito”.
“La DAD non è scuola…, è un compromesso se tutta la popolazione è in lockdown, ma in zona gialla non è comprensibile che solo i bambini rimangano a casa. Sono un’ odontoiatra, lavoro quasi esclusivamente con i bambini e mi accorgo di quanto siano stanchi e alienati tra pc, tablet, cellulari. Non è accettabile che siano solo gli studenti pugliesi a fare quest’ennesimo sacrificio”, continua un altro utente.
Anche il coordinamento Scuole diffuse in Puglia è pronto a dare battaglia: “L’ordinanza – scrive Terry Marinuzzi, una delle fondatrici del coordinamento –  impone nuovamente la didattica a distanza per tutte le scuole di ogni ordine e grado. Nelle prossime ore con il coordinamento La Scuola che vogliamo – Scuole Diffuse in Puglia segnaleremo il “caso Puglia” ai segretari nazionali delle principali sigle sindacali. Uomini che stimiamo come Maurizio Landini devono spiegarci in virtù di quale legge costituzionale e morale i diritti di un lavoratore della Scuola sono superiori a quelli di un lavoratore e di una lavoratrice del settore privato, del commercio, dell’industria, dei servizi ma anche ai diritti di una casalinga qualunque”.

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