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“L’ospedale in Fiera di Bari è al collasso!” la denuncia, durissima, arriva da un gruppo di organizzazioni sindacali di ambito medico (Anaao Assomed, Aaroi Emac, Cimo, Fassid, Fed Med Cisl, Fp Cgil Medici, Fvm, Fesmed e Uil Fpl Medici), tramite una nota ufficiale diffusa quest’oggi. I sindacati, che ricordano come già mesi fa avevano sollevato critiche e perplessità sulle modalità di attivazione e organizzazione da parte della Regione Puglia e del Policlinico di Bari della struttura per le maxi-emergenze, parlano oggi di “profezie” e di timori che, ad oggi, si sarebbero tradotti in realtà.

“La Puglia è maglia nera nella lotta al Covid – scrivono – i contagi non diminuiscono, la vaccinazione di massa arranca, il contact tracing è da tempo saltato e, soprattutto, aumentano in modo esponenziale i ricoveri in terapia intensiva ben oltre la media nazionale, con un numero sempre crescente di decessi (70 nella giornata del 6 aprile, il dato regionale più elevato in Italia). In particolare – proseguono nella nota congiunta – la pressione sulle terapie intensive della struttura in Fiera mette in ginocchio tutti gli operatori sanitari, impegnati a gestire un numero di pazienti altamente critici di gran lunga superiore rispetto a quelli preventivamente attivati come posti di rianimazione”.

Secondo quanto raccontato dai referenti sindacali, i medici sono attualmente costretti a trasferire i pazienti in altre strutture oppure ad utilizzare altri posti letto di rianimazione (presenti nella struttura ma non attivati) in assenza di specifico personale specialistico medico dedicato a questi posti letto. “La soluzione di inviare in Fiera, per l’assistenza ad elevata intensità di cura come ai pazienti in terapia intensiva, dirigenti medici di altre discipline che non siano anestesisti rianimatori, oltre che illegittima sul piano contrattuale, mette a rischio grave l’assistenza appropriata dei pazienti – scrivono le organizzazioni sindacali, che precisano – La situazione si aggrava di ora in ora e investe l’intero territorio regionale”.

A fronte di questo scenario, i sindacati evidenziano come nessuna delle possibili soluzioni, avanzate da loro stesse in tempi in cui si sarebbe potuto procedere ad una organizzazione puntuale, è stata mai recepita o discussa. “In considerazione del gravissimo stato emergenziale attuale – spiegano – le scriventi ritengono che la struttura regionale allestita in Fiera a Bari debba essere, per l’appunto, gestita dalla Regione, che sola ha gli strumenti e le modalità per reclutare con estrema urgenza e al meglio possibile, gli indispensabili specialisti in anestesia e rianimazione operanti in Regione Puglia sia nelle strutture pubbliche che in quelle accreditate verso i posti letto di rianimazione Covid e non Covid, allo scopo unico di garantire ai pazienti almeno i livelli minimi assistenziali”.

Nella stessa nota congiunta, i sindacati chiedono, inoltre, al ministero della Salute ed alla Protezione Civile di farsi carico della sempre più grave situazione assistenziale pugliese, affiancando la Regione nel reclutamento di personale specializzato o, in second’ordine, specializzando in anestesia e rianimazione anche da altre regioni d’Italia o dall’estero.


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