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È attesa per le prossime ore la riunione della cabina di regia del governo nazionale nella quale saranno discussi i dati settimanali del contagio da Covid19 sul territorio italiano e nelle singole regioni, in vista della scadenza del decreto attualmente in vigore e dell’adozione delle nuove misure a partire dal prossimo mese di maggio. Puglia ancora in bilico tra le speranze di un rientro in arancione e lo spettro di una zona rossa persistente a causa dei numeri della pandemia troppo elevati. Insieme a lei la Sicilia, la Sardegna e la Valle D’Aosta. Buone prospettive per la Campania, che potrebbe rientrare nella fascia arancione di medio rischio.

Al centro del dibattito, la calendarizzazione delle nuove misure, chiesta a gran voce dalle diverse forze politiche, che però sono divise in merito al parere sull’allentamento delle restrizioni. A provare a fare sintesi, il ministro Roberto Speranza che ieri alla Camera ha ribadito la necessità di ascoltare “il grido d’allarme dei medici che non possono essere lasciati solo in trincea. Bisogna essere tempestivi nelle chiusure quando serve e abbiamo il dovere di costruire una road-map per l’allentamento delle misure sempre approvate all’unanimità dal Cdm – ha proseguito Speranza, che assicura – ci sono le condizioni per guardare con fiducia alla fase che si sta aprendo e per raccogliere i primi concreti risultati del lavoro che svolgiamo da mesi grazie alle vaccinazioni”.

Il Comitato tecnico scientifico è, intanto, al lavoro per stabilire le regole entro le quali sarà possibile procedere agli eventuali allentamenti. Sul tavolo della valutazione, il documento elaborato dalle Regioni con le proposte per le linee guida per la riapertura delle attività: due metri di distanza all’interno di palestre, cinema, teatri e nei ristoranti e divieto di consumazione al banco in bar e ristoranti dopo le 14. Secondo il documento proposto dai governatori, le misure previste per l’intero settore della ristorazione “possono consentire lo svolgimento sia del servizio del pranzo che della cena”. Anche il gioco con le carte o con altri materiali di cui non è possibile garantire una accurata disinfezione, dicono le Regioni, sono consentiti purché siano rigorosamente rispettate una serie di indicazioni, come l’uso della mascherina, l’igienizzazione delle mani e delle superfici di gioco, rispetto della distanza di un metro sia tra i giocatori allo stesso tavolo sia tra tavoli vicini. L’essere vaccinati non fa cadere l’obbligo di utilizzare la mascherina in bar, ristoranti, cinema e teatri.

E ancora: nei locali al chiuso vanno rispettati i due metri di distanza, all’aperto si riduce a un metro. In entrambi i casi va tenuta la mascherina quando non si è seduti. Per cinema e spettacoli dal vivo, le misure si mantengono se integrate con tamponi all’ingresso, test negativi effettuati nelle ultime 48 ore e completamento della vaccinazione. Almeno un metro di distanza – frontale o laterale – tra spettatori se indossano la mascherina e almeno due metri di distanza qualora le disposizioni prevedano di non indossarla. Si lavora anche alla revisione dei parametri del monitoraggio della cabina di regia sui profili di rischio, con diverse ipotesi: dalla soglia minima sul numero di tamponi da effettuare in ogni regione a dati più recenti per la valutazione dell’Rt, fino ad un tasso di copertura vaccinale di circa il 70% per le fasce a maggiore rischio – over 80 e fragili – da tenere in considerazione nelle varie regioni.


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