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Guardare alla missione in cui l’uomo è arrivato sulla Luna, nel 1069, come ad un passo propedeutico per la missione su Marte e indagare le tecnologie necessarie per questa esplorazione spaziale. Sono questi i temi che affronterà Roberto Battiston, già Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), professore ordinario di Fisica Sperimentale, presso l’Università di Trento, ospite della rassegna del Politecnico e del Dottorato di Ricerca in Ingegneria e Scienze Aerospaziali Poliba-Uniba, “Rediscovering the Space”.

Durante l’evento che è previsto per martedì 27 aprile alle ore 15 sul canale YouTube Poliba e sulla piattaforma Cisco Webex (http://bit.ly/RediscoveringTheSpace_april_27) Il professor Battiston passerà in rassegna le sfide della futura esplorazione spaziale umana prendendo ispirazione dal potenziale delle tecnologie bioispirate, ma non solo.

“Ha toccato….”: chi non ricorda il duetto, passato alla storia, tra Tito Stagno e Ruggero Orlando nella telecronaca della storica missione dell’Apollo 11 e del primo piede, quello di Armstrong, sulla Luna in quel lontano 20 luglio 1969.  Un piccolo passo per l’uomo, un grande balzo dell’Umanità, venne detto mentre scorrevamo in Italia, in bianco e nero, le immagini, un po’ annebbiate dei due astronauti (l’altro era Aldrin) che, scesi dal Lem, con piccoli saltelli suggellavano la grande impresa. I riflessi delle missioni Apollo durano tuttora sul piano tecnologico: dai circuiti integrati, a nuovi materiali, al cibo a lunga conservazione, allo sviluppo di tecnologie leggere, dalla produzione e accumulo di energia, al filtraggio e purificazione dell’aria, al recupero dell’acqua e oltre. Si calcola che le ricadute furono enormi, fino a 7 volte l’investimento fatto dagli Stati Uniti. Recentemente si è tornati a parlare della Luna, con il programma americano Artemis, e il ritorno dell’uomo, entro il 2024, con una colonia stanziale.

L’evento è coordinato dal professor Marco Donato de Tullio e sarà moderato dal professor Vito Albino del Politecnico di Bari.

Roberto Battiston si è laureato in Fisica alla Scuola Normale di Pisa  e ha conseguito il Dottorato di ricerca all’Università di Parigi IX, Orsay. Dal 1992 è professore ordinario di Fisica Sperimentale, presso l’Università di Trento. Da oltre 35 anni è impegnato in progetti di ricerca di livello internazionale nel settore della fisica sperimentale delle interazioni fondamentali: interazioni forti, elettrodeboli, ricerca dell’antimateria e della materia oscura nei raggi cosmici. Ha coordinato progetti scientifici di grande dimensione e complessità, nel settore della fisica agli acceleratori al CERN, a Stanford e nello spazio. In particolare, assieme al premio Nobel Samuel C.C. Ting, ha coordinato la realizzazione dell’esperimento per la ricerca dell’antimateria, installato sulla Stazione Spaziale Internazionale (AMS). Ha presieduto l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) per un quadriennio (2014-18), rappresentando l’Italia nei contesti spaziali italiani europei ed internazionali.  Ha contribuito ad approvare il piano nazionale “Space Economy” basato sulla partnership pubblico-privato. Ha proposto e sostenuto lo sviluppo del primo fondo pubblico-privato di investimento italiano destinato allo spazio. E’ autore di più di 460 articoli pubblicati su riviste internazionali. Svolge una intensa attività di divulgazione scientifica.


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